Il Tirreno

Prato

Quel bacio rubato nel bosco

Paolo Nencioni
In tribunale un processo per violenza sessuale
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In tribunale un processo per violenza sessuale

Ragazzina accusa pensionato, che però nega: solo un equivoco

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 PRATO. Lui aveva più di sessant'anni, lei appena quindici. Da soli nel bosco per portare il cane a fare un giro, poi d'improvviso l'imprevedibile: la ragazza dice che il pensionato ha tentato di baciarla sulla bocca, lui nega tutto, anzi dice che è stato solo un gesto d'affetto. Deciderà il Tribunale se il pensionato pratese ora accusato di violenza sessuale nei confronti di una minore è andato oltre il limite oppure se è stato solo un equivoco.  Di un «equivoco ingigantito» parla Maurizio Milani, l'avvocato difensore del pensionato che ieri è comparso davanti al Tribunale presieduto da Ettore Nicotra. I fatti risalgono al 24 maggio del 2007 e sono accaduti alla Storaia, nel comune di Vernio, ultimo lembo della provincia di Prato. Qui in tanti hanno una seconda casa e anche l'imputato, che si è stabilito nell'abitazione solo da qualche mese. Accanto abita la famiglia della ragazza, con la quale il pensionato ha stabilito subito buoni rapporti, tanto che spesso si fa accompagnare nel bosco dalla ragazza allora quindicenne, anche perché ha paura di perdersi lungo i sentieri. Prima di quel 24 maggio, però, non era mai accaduto nulla di strano.  Ma al ritorno dall'ultima passeggiata la ragazza racconta in famiglia che il vicino si è preso delle libertà, le si è avvicinato e ha tentato di baciarla sulla bocca, poi sulla guancia, ha insistito fin quando lei non si è divincolata. Lo scandalo non scoppia subito. Passa qualche giorno prima che i familiari della ragazzina facciano una scenata al vicino, che ha continuato a frequentare la casa.  Subito dopo vanno dai carabinieri e lo denunciano. Lui cade dalle nuvole. Non nega di aver dato un bacio alla quindicenne, ma dice che era una normale manifestazione di affetto, come farebbe un nonno con una nipote. Tutto un equivoco, dunque? La Procura non è d'accordo, e il pensionato viene rinviato a giudizio. Ieri la ragazza, ora maggiorenne, ha confermato il suo racconto e hanno testimoniato anche la nonna («Se le volevi dare un bacio - aveva detto all'epoca - perché non l'hai fatto in piazza?»), la madre e un vicino di casa. A dicembre toccherà ai testi della difesa, tra cui il fratellino della ragazza. La famiglia chiede un risarcimento di 20.000 euro.

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