Sicurezza
L'amante patteggia
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Molestie telefoniche Era accusata di molestie e ingiurie perché inviava sms di insulti alla moglie del suo amico
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MONSUMMANO. Quando la moglie dell'uomo con cui portava avanti da anni una relazione l'aveva chiamata per chiederle della storia, non aveva avuto tentennamenti nel confermare il rapporto. Non contenta si era spinta oltre arrivando a mandarle sms infarciti di parolacce e offese. L'amante infuriata con la consorte dell'uomo fedifrago alla fine si è ritrovata sotto processo per molestie e ingiurie. Difesa dall'avvocato Elena Augustin, la donna, un'infermiera romena di 36 anni, residente a Prato, ha patteggiato in tribunale a Monsummano una pena di 500 euro con un risarcimento di mille euro alla parte civile, una 45enne monsummanese, assistita dall'avvocato Chiara Mazzeo. La vicenda del triangolo amoroso con epilogo in tribunale nasce da una lettera anonima recapitata alla moglie all'inizio del 2008. Nella missiva, come si conviene in simili circostanze, viene indicato il nome della presunta amante del marito con tanto di numero di telefono. La donna prima affronta il coniuge che nega l'adulterio. Poi si decide a comporre il numero riportato nella lettera. Dall'altro capo del telefono trova una persona che non solo conferma la relazione extraconiugale, ma si dimostra quasi spavalda nel suo ruolo di amante. Da quel giorno, stando alla querela presentata dalla moglie tradita, l'infermiera romena le invia più volte sms volgari e offensivi. Un tormento a cui cerca di sottrarsi. Cambiare il numero non la mette al riparo da altre raffiche di sms. A quel punto va dal suo avvocato e querela la donna che non solo è stata l'amante del marito, ma quando viene scoperta reagisce seguendo il vecchio adagio secondo il quale la miglior difesa è l'attacco. P.B.
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