Sicurezza
Il Comitato del centro storico
«Fermiamo l'agonia del commercio»
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PRATO. E' una città spettrale, stile "The Day After", quella che descrive il Comitato centro storico: «saracinesche abbassate, negozi abbandonati con cartelli vendesi, affittasi, vie buie non più illuminate da vetrine». Cambia il colore della giunta comunale, insomma, ma la musica secondo il Comitato centro storico non cambia. «I cittadini ci chiedono di resistere e di non chiudere le nostre attività - ci chiedono come facciamo a sopportare i costi di gestione, l'affitto, luce, gas, tasse, gabelle varie. Ci chiedono, visto che nei nostri negozi entrano uno, quattro o cinque probabili clienti (come accade oggi) e non cento persone come prima, ed i costi rimangono sempre gli stessi, come facicamo a sopportare tutto questo». Le richieste all'amministrazione comunale, in verità, sono sempre le stesse: un migliore servizio di trasporto pubblico, parcheggi più vicini al centro e magari gratuiti (se non sono custoditi). L'apertura domenicale non interessa: «La domenica per noi è giorno di svago e di riposo, magari di aiuto anche a chi ha bisogno dell'assistenza dei propri familiari. Non si può demandare tutto alle badanti. Noi abbiamo bisogno di essere messi in condizioni di lavorare tutti i giorni non solo la domenica». Un messaggio chiaro all'assessore Caverni? Lavorare tutte le domeniche? No, grazie.
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