Il Tirreno

Prato

Le vie da percorrere verso l'integrazione

Giovanni Ciattini
Mek, Xia, Stefano Ciuoffo e Aziz
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Mek, Xia, Stefano Ciuoffo e Aziz

Ciuoffo: «Il centrodestra non ha un progetto sull'immigrazione»

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 PRATO. La ricetta esatta non ce l'ha in tasca ma Stefano Ciuoffo, ex assessore all'urbanistica e oggi candidato segretario del Pd, qualche idea su come affrontare il nodo dell'immigrazione a Prato ce l'ha. Due i punti che Ciuoffo ha ben presente: il primo è che una delle ragioni della sconfitta elettorale del centrosinistra nel 2009 è consistita proprio «nell'insufficiente analisi del problema del lavoro e dell'immigrazione». Una sottovalutazione pesante attribuita a chi ha governato Prato ma anche di chi, ovvero il governo nazionale, ha lasciato sola la città ad affrontare un problema grande come una montagna. «Si è creata negli anni un'evidente sproporzione - ha detto Ciuoffo - tra il flusso di immigrati cinesi e la struttura della città incapace di accogliere 30mila orientali».  Ma Ciuoffo non vuole soffermarsi solo sugli errori del passato ma anche su quelli del presente che sta compiendo oggi la giunta di centrodestra. «Il sindaco e gli assessori competenti, Milone in primis, - chiarisce Ciuoffo - stanno affrontando il tema dell'immigrazione attraverso l'esaltazione dell'ordine pubblico e il rispetto delle regole. Ciò che deve essere invece chiaro è che tutto i cittadini hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri. E' l'ora di smettere di elencare i doveri non rispettati dagli immigrati. Prato deve avere come obiettivo la coesione sociale, l'accoglienza: in 50 anni abbiamo accettato 100mila cittadini provenienti da altre regioni d'Italia».  Ciuoffo contesta la politica dei blitz nei capannoni cinesi ritenendola insufficiente: «Occorre occuparci anche degli aspetti fiscali e delle rendite fondiarie e ricercare quei legami tra il distretto parallelo e il nostro mondo del lavoro. Ho l'impressione che lo "spettacolo" dei blitz, con gli elicotteri, serva a nascondere un'illegalità che non si vuole mostrare. Anzichè quello dei vigili urbani serve il lavoro della magistratura».  Il candidato Ciuoffo pone l'accento anche sul disordine urbanistico del Macrolotto zero. «C'è una densità di popolazione eccessiva - spiega - dovuta alla bomba demografica degli ultimi anni. E questo provoca situazioni di inciviltà. Occorre riordinare il Macrolotto Zero ma questa maggioranza di centrodestra non ha alcun progetto: non ne sente il bisogno. Ed invece bisogna ridisegnare questo pezzo di città unendo gli sforzi del pubblico e del privato. Servono piazze, giardini, chiese, luoghi di aggregazione. Ma l'integrazione, sia chiaro, non si fa solo con le ruspe, bisogna anche promuoverla attraverso lo sport, la scuola, il mondo del lavoro e dell'associazionismo, promuovendo un valore che spesso viene perso di vista: il rispetto degli altri. Bisogna aiutare gli stranieri a trovare qui da noi un senso di appartenza. E come si può far finta che non vi sia necessità di un luogo di culto o di sepoltura per i cittadini islamici? Come è possibile far fatica a decretare il lutto cittadino in conseguenza di un'opera pubblica che non ha funzionato?».  Accanto a Ciuoffo ieri nella sede del Pd anche Mek (etiope), Aziz (marocchino) e Xia (cinese) che partecipano al gruppo di lavoro sull'immigrazione che metterà a disposizione del Pd le proprie riflessioni.

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