Il Tirreno

Prato

Sequestrati gli atti del sottopasso

Paolo Nencioni
Il dolore di una familiare delle vittime accanto al sottopasso di via Ciulli
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Il dolore di una familiare delle vittime accanto al sottopasso di via Ciulli

Polizia municipale negli uffici dei Lavori pubblici: è il primo passo dell'inchiesta

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 PRATO. E' toccato alla sezione di pg della polizia municipale compiere il primo passo nelle indagini sulla morte delle tre donne cinesi annegate nella notte tra lunedì e martedì nel sottopasso di via Ciulli.  Gli agenti della sezione distaccata presso la Procura, su delega del sostituto procuratore Laura Canovai, titolare delle indagini, hanno bussato ieri mattina agli uffici dell'assessorato comunale ai Lavori pubblici e hanno chiesto di acquisire tutti gli atti amministrativi relativi al sottopasso di via Ciulli. Non è dato sapere quali, nel dettaglio, ma certamente tutti quelli che potranno essere utili per capire di chi fosse la competenza sulla manutenzione e la gestione dell'impianto di sollevamento acque, sospettato numero uno come causa, se non unica, certamente molto importante, per spiegare come il sottopasso sia potuto diventare una trappola mortale.  Sembra che l'acquisizione degli atti sia avvenuta nell'ufficio del dirigente, ingegner Lorenzo Frasconi, che è stato anche il direttore dei lavori sul cantiere per la costruzione del sottopasso, realizzato dalle Ferrovie. Ma i vigili urbani sarebbero andati anche in altri uffici.  L'inchiesta che ipotizza l'omicidio colposo plurimo, dunque, sembra già indirizzata in una direzione ben precisa, quella emersa nelle prime ore. Dopo il consueto balletto delle responsabilità, pare ormai assodato che la competenza sul sottopasso sia del Comune.  Ora il magistrato avrà qualche giorno di tempo per studiarsi le carte e capire se e chi eventualmente iscrivere nel registro degli indagati, che al momento fonti vicine alla Procura dicono sia ancora vuoto.  A quel punto sarà anche affidata la perizia tecnica che potrebbe rivelarsi decisiva per risolvere il caso. Un esperto di questioni idrauliche dovrà rispondere ad alcuni quesiti sul funzionamento delle pompe idrovore, sulla idoneità dell'impianto di sollevamento delle acque e sul rapporto di causa-effetto tra l'eventuale mancato funzionamento e la morte delle tre donne cinesi. Accertamenti tecnici che daranno le loro risposte solo tra qualche settimana, quando si suppone che il clima intorno alla tragedia di via Ciulli sia diventato un po' più sereno.

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