Il Tirreno

Prato

Numerose aziende tessili scelgono il fotovoltaico e coprono i tetti di pannelli

Uno scorcio di via Venezia
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Uno scorcio di via Venezia

Penelope, Coverfibre, Rajotex, Sintex e anche Fortex tutti producono energia pulita e "cancellano" l'eternit

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 MONTEMURLO. Via dell'Industria, via Terni, via Venezia e via Parugiano di Sotto. Su questi quattro assi le grandi aziende montemurlesi virano con decisione al fotovoltaico, seguendo chi prima di loro aveva aperto la strada, piccolo o grande che fosse. Penelope e Coverfibre ma anche Rajotex e Sintex, passando per Fortex: la conversione è in atto e per più di un motivo.  Sono numeri importanti, in termini di kilowatt e d'investimenti. La tessitura Penelope ha appena finito di montare un impianto da 186 kw. In via Venezia invece, i tetti delle tessiture Rajotex e Sintex sono un cantiere aperto mentre sui tetti dello stabilimento dove ha sede il lanificio Fortex, di proprietà della Edilforte, in via Bisenzio, saranno spesi 900mila euro per installare un impianto fotovoltaico da 207 kw. E se a Montemurlo lo sterminato tetto della Pontetorto detiene il record di potenza (oltre un megawatt), la Coverfibre di Giovanni Coveri promette di diventare la seconda forza della zona con il progetto da 400 kw in cantiere sul tetto del proprio stabilimento in via Parugiano di Sotto. Non è un caso, non è una moda, ma una strategia precisa condita di convenienza e, perchè no, anche di etica. «I motivi per cui anche la Coverfibre ha deciso di investire in maniera forte nel fotovoltaico sono essenzialmente tre - spiega Coveri - E' innanzitutto un investimento che potrebbe rilevarsi interessante in termini economici. E' inutile far finta di niente, si tiene sempre un occhio a questo aspetto - aggiunge - Poi, in una zona come Montemurlo dove gli stabilimenti sono vetusti e quasi sempre ricoperti di eternit, installare il fotovoltaico significa riqualificarlo intelligente e, terza motivazione, al tempo stesso contribuire ognuno nel suo piccolo all'abbattimento della CO2 nell'aria».  La strada per i futuro è tracciata, tanto che la Coverfibre installerà presto un altro impianto da 300 kw.  «Noi abbiamo fatto tutto da soli - conclude Giovanni Coveri - Ci siamo comprati in Germania i pannelli e il nostro elettricista li ha montati. Alla fine - conclude - Ci è convenuto».

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