Il Tirreno

Prato

Una giovane cameriera accusa l’ex datore di lavoro, che però nega tutto

«Il barista mi ha messo le mani addosso» Il pubblico ministero chiede l'assoluzione

Un’aula del tribunale
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Un’aula del tribunale

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 PRATO. «Non le ho mai messo le mani addosso. Magari mi sarà scappata qualche battuta, ma non le ho mai fatto avances». Così si è giustificato ieri in Tribunale il titolare sessantacinquenne di alcuni locali in centro.  L'uomo è accusato di aver molestato sessualmente, fino al 17 marzo del 2008, una cameriera che proprio quel giorno si licenziò perché, disse, non sopportava più le pesanti attenzioni del datore di lavoro.  Ma ieri è stato lo stesso pubblico ministero Roberta Pieri a chiedere l'assoluzione dell'imputato «perché il fatto non sussiste». Il pm, in realtà, non crede all'imputato, sostiene che le pesanti avances, compreso un tentativo di abbraccio andato a vuoto, ci sono effettivamente state, ma che non configurano il reato di violenza sessuale. Semmai, ha detto, di stalking, un reato che però non era stato ancora introdotto nel Codice penale all'epoca dei fatti.  E così il titolare del bar potrebbe cavarsela. Il processo è stato infatti rinviato a lunedì e in quell'udienza parlerà l'avvocato difensore, Maurizio Nasti, oltre alla parte civile. Poi la sentenza.

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di Redazione web