La manifestazione
Dopo due sconfitte, favorito lex assessore allUrbanistica
Congresso, Bugetti e Ciuoffo vanno alla conta a Coiano
Cri. Or.
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PRATO. Si sposta nel circolo simbolo del rinnovamento della sinistra pratese, il confronto tra i due candidati alla segreteria provinciale del Pd Ilaria Bugetti e Stefano Ciuoffo. Questa sera (dopo le relazioni di ieri) si voterà alla casa del popolo di Coiano, 135 iscritti, uno dei circoli politicamente più vivaci ma soprattutto teatro del grande ribaltone degli anni Ottanta. La classe dirigente emergente di quegli anni e tra questi Claudio Martini "uccise" politicamente il padre e cominciò a camminare con le proprie gambe. Non fu indolore ma necessario. «Coiano significò cambiamento ma anche discontinuità. Noi invece puntiamo al rinnovamento ma dentro un processo di democrazia interna perché siamo convinti che il pd abbia bisogno di tutti». Parola di Stefano Ciuoffo che per la terza volta andrà alla conta con Ilaria Bugetti. I primi due round sono stati vinti e con largo margine dal sindaco di Cantagallo: a Figline e a San Giusto. Questa sera il risultato potrebbe invece essere a favore di Ciuoffo. Coiano infatti è la "casa" di molti supporter dell'ex assessore all'urbanistica a partire dal consigliere comunale Matteo Biffoni, passando per gli ex assessori Maria Luigia Stancari e Roberto Bencini. Serena Bugetti, calmo Ciuoffo. Entrambi mantengono, per scelte e per convinzione, un atteggiamento di assoluto fair play. «Sfida interessante, quella di Coianao - è il giudizio di Bugetti - Per me quel circolo incarna valori importanti che partono dalla Resistenza e arrivano al lavoro in comunità e all'incontro tra culture diverse. Lì, infatti, è nato Porto Franco». Secondo Bugetti «la vivacità di quel circolo è da portare come esempio di buone pratiche da applicare anche nelle altre case del popolo ma è anche l'esempio di come si lavora: con persone nuove - aggiunge - ma con tante altre di esperienza. Il ricambio politico passa anche da lì, dall'unità, che consente di individuare quel rinnovamento generazionale che trasforma il partito. Tagliare teste - conclude - non ha nulla a che vedere col rinnovamento». Impegnato sul tema del «senso della politica» Stefano Ciuffo. «Perché sono convinto - spiega - che si debba capire bene che ruolo debba avere il partito, chi ci lavora e come lavorare. C'è bisogno di insegnare la democrazia diffusa per formare una nuova classe dirigente del Pd e per creare nuovi processi di partecipazione». Nessun populismo - continua - nessuna logica delle poltrone «ma conoscenze approfondite anche sui meccanismi che regolano la dialettica nelle istituzioni. Strumenti - conclude - che mancano a tutti i consiglieri comunali ma che non è possibile accettare nei consiglieri Pd».
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