Il Tirreno

Prato

Lunedì i funerali con rito buddista all'Assistenza

Maria Lardara

Rito tradizionale e il saluto del consolato, poi le salme torneranno in Cina. Attesa tanta folla

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 PRATO. Il più giovane era Jin Rongzong, classe 1973 e la fede portata al dito, simbolo dell'unione che lo legava a Wang Chengwei. Dong Shouchun non ha fatto nemmeno in tempo a lasciare le valige, dopo un lungo viaggio dalla Cina a Prato per trovarsi ieri mattina alla Pubblica Assistenza. Non mancava all'appello nemmeno Yu Enguang, quello che ha visto con gli occhi la morte della moglie cinquantenne Wang Jilan. Tre mariti, accomunati dal dolore per la perdita della propria moglie in quel sottopasso di via Ciulli martedì notte. E dall'incresciosa incombenza di dover ora sbrigare le pratiche per la macchina del funerale. Accompagnati dal cugino Ye, l'unico della famiglia che mastica qualcosa di italiano, i tre vedovi si sono presentati ieri all'ora di pranzo nella sede della Pubblica Assistenza "L'Avvenire" di via San Iacopo per organizzare la cerimonia funebre. Triste copione di un iter burocratico che s'impone per ogni funerale. Ma questo è un funerale segnato da una scia di polemiche e che, come pronostica l'assessore all'Integrazione Giorgio Silli, «sarà molto partecipato anche dagli italiani». Alla Pubblica Assistenza non si sbilanciano sul giorno esatto delle celebrazioni, quasi sicuramente lunedì, compatibilmente con i tempi della burocrazia. Innanzitutto, il nullaosta dell'istituto di medicina legale sui corpi. Funerale solenne, con ben tre vite umane da commemorare. Con tanto di rito buddista che prevede la cremazione dei corpi all'istituto di Pistoia e il trasporto delle ceneri in terra natia. Per questo alla famiglia sarà messo a disposizione il salone "Apollo" per la camera ardente: lo spazio può ospitare fino a un massimo di 150 persone. Rifugio per il dolore dei parenti: qui è atteso per oggi pomeriggio un primo contatto tra la delegazione del consolato cinese di Firenze e i familiari delle vittime. E' il cugino Ye la chiave di tutto: è stato lui a prenotare la sala per ospitare i rappresentanti della diplomazia di Pechino in modo che anche loro possano rendere omaggio alle vittime. Anche senza esposizione delle salme, per le quali bisognerà attendere fino a domani o domenica. Il rituale scelto per il funerale ricalca quello previsto per la maggior parte delle famiglie cinesi, con incenso bruciato in copiose quantità durante la veglia funebre. La Pubblica Assistenza, per la sua connotazione di laicità, ne organizza a centinaia, secondo la loro credenza religiosa. «La cremazione dei corpi in Italia è ormai molto diffusa - spiega Leonardo Lai, responsabile dei servizi funebri - anche perché questa prassi in Cina, con il trasporto delle salme, avrebbe dei costi molto salati». Serve comunque il permesso del consolato e quello del parente più stretto delle vittime (l'unica sorella rimasta) per autorizzare la cremazione. Senza contare che dei tre mariti, l'unico residente a Prato è Yu Enaguang, gli altri risultano solo domiciliati in questa città.  

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