Il Tirreno

Prato

La scuola di musica non conosce crisi

La scuola di musica non conosce crisi

Le iscrizioni sono aumentate del 15%, corsi anche per i bambini di 4 anni

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Non sembra risentire della crisi la più grande scuola comunale di musica della Toscana, ovvero la "Giuseppe Verdi" di Prato. Partiranno il prossimo lunedì i corsi per 760 allievi, aumentati del 15% rispetto allo scorso anno e del 35% negli ultimi 6 anni.

Per la prima volta corsi propedeutici per bambini dai 4 anni, iniziativa che, pur non pubblicizzata, registra 40 iscritti. Un'offerta formativa che spazia dalla musica classica all'area jazz, rock e pop: disponibili corsi di arpa, arte scenica, canto lirico, chitarra classica e professionale, clarinetto, composizione, contrabbasso, corno, coro di voci bianche, fagotto, fisarmonica, flauto dolce, flauto traverso, formazione musicale e attività musicale di I e II livello, guida all'ascolto della musica, lettura della partitura, musica d'assieme d'archi, oboe, orchestra propedeutica, percussioni, pianoforte, professionale e complementare, propedeutica musicale per bambini dai 4 anni (Musica e gioco) e dai 5 agli 8 anni, repertorio vocale, sassofono, storia della musica, armonia complementare, teoria e solfeggio, tromba, viola, violino e violoncello, armonia jazz, batteria, basso elettrico, canto pop e jazz, chitarra elettrica, chitarra ritmica, musica d'assieme jazz, musica d'assieme pop, piano jazz e piano pop.

«Il successo sta nell'avere sempre insegnanti di livello - spiega il direttore della scuola Paolo Ponzecchi - Questo avviene grazie a continui processi di selezione e di verifiche intermedie del corpo docente. Importante, inoltre, è stata la collaborazione con istituzioni culturali cttadine come il Teatro Metastasio, il Museo del Tessuto e la Monash University, con la quale da tempo vige un protocollo d'intesa». Tra i tanti eventi internazionali in cui la scuola si è resa protagonista, lo Youth Music Festival Emu, a cui gli allievi partecipano, esibendosi, da 21 anni e che l'anno scorso si è svolto a Linz, in Austria.

«La scuola di musica Verdi è un vanto della città e come tale va trattata - commenta l'assessore comunale alla cultura Anna Beltrame - Gli iscritti sono tanti ma potrebbero essere ancora di più, circa 1700, se ci fossero i fondi necessari alla ristrutturazione». Problema, questo, per cui sono già al vaglio dell'amministrazioni soluzioni alternative. «I dirigenti del Comune sono al lavoro da tempo per cercare forme nuove di gestione della scuola che consentano di adattarla agli standard europei - spiega Beltrame - E' in corso uno studio giuridico-amministrativo per trasformare la scuola in fondazione, come già è accaduto in molte scuole di musica di Lombardia e Emilia Romagna». Sara Camaiora "Non siamo tanto un birrificio artigianale - spiega Luca Squilloni, che manda avanti il birrificio Granducato insieme al fratello Marco - quanto un birrificio agricolo. Una legge del 2010 inserisce la birra fra i prodotti agricoli, e noi siamo forse gli unici in Toscana ad aver messo su un birrificio del genere: abbiamo chiuso la filiera, o comunque contiamo di chiuderla a breve. Per la produzione della birra usiamo i prodotti della nostra azienda agricola: farro frumento ed altri cereali, oltre alle erbe aromatiche e al miele delle nostre api. In futuro vorremmo piantare anche il luppolo".

Il birrificio Granducato è nato all'inizio del 2010 per volontà di Luca e Marco Squilloni, che l'hanno messo su nella loro casa colonica di famiglia, risalente al 1600, in via Lunga di Cafaggio. L'idea era quella di creare un prodotto nuovo di elevata qualità per la realtà pratese, tendente a vin santo, vino rosso ed olio. Alla fiera presenteranno le loro tre birre "Ci sono la Camars, una special beer fatta col farro, dedicata a Gonfienti e agli etruschi, la Bisentina, che ho dedicato al Bisenzio e l'Ambra, una dunkel che si ispira al processo di lavorazione e lagerizzazione tedesco, dedicata alla villa medicea di Poggio a Caiano. Per Eccellenza Birra ci sarà una birra creata per l'occasione, a sorpresa, che dedicherò a Prato e alla sua provincia, la sto mettendo a punto in questi giorni. È un modo di rendere omaggio al nostro territorio" Tutte le dediche che Luca ha fatto con le sue birre sono raffigurate proprio sulle loro etichette, sormontate dallo stemma di famiglia presente su ogni bottiglia, dove si trovano anche il leone di San Marco e il bue di San Luca. "Sono uno studente di ingegneria ambientale al polo universitario di Prato - spiega ancora Luca - mia madre è nel tessile, mio padre è un vigile del fuoco in pensione. Io e mio fratello abbiamo avuto l'idea del birrificio, e a quanto pare è stata una buona idea" Valentina Ceccatelli

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