Attenzione
La vendita delle azioni alla Banca Popolare di Vicenza: in ballo cè la decisione su quale offerta accettare
«Priorità agli interessi della città»
◗
La sede della banca Cariprato I sindacati invitano la Fondazione Cariprato ad evitare «immediati vantaggi»
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Oggi pomeriggio si riunirà l'assemblea dei soci della Fondazione Cariprato per discutere della strada da intraprendere in merito al progetto di fusione per incorporazione avviato dal gruppo Banca Popolare di Vicenza. In vista di questo appuntamento i sindacati Cgil, Cisl e Uil, hanno manifestato la loro opinione. «La scelta della Fondazione CariPrato - scrivono i sindacati - dovrà essere ispirata nell'esclusivo interesse generale della città. E' indiscutibile che CariPrato ha rappresentato negli anni "la banca della città"; il processo di incorporazione in BPV rischia purtroppo di allentare ii legame con il territorio dove la banca opera ma questo non deve far passare questa scelta nel disinteresse generale, tutt'altro». «La scelta quindi che la Fondazione dovrà assumere - proseguono i sindacati -, non dovrà essere orientata da valutazioni di piccolo cabotagglo che potrebbero portare ad un possibile immediato vantaggio; piuttosto dovrebbe essere improntata a strategie che non compromettano e non indeboliscano ulteriormente quel legame rimasto tra la banca e il territorio ma anzi lo rilancino». «Quando parliamo di banca del territorio - continuano Cgil, Cisl e Uil - parliamo non solo di agenzie e sportelli, ma di persone, competenze, un intero sistema produttivo e di famiglie. I componenti della Fondazione devono sentire la responsabilità di essere in rappresentanza di tutta la città, di conseguenza la loro scelta dovrà rispondere a criteri che salvaguardino tali interessi». «La scelta che hanno di fronte i consiglieri - chiariscono i sindacati - è tra farsi liquidare le quote oppure accettare un concambio di azioni BPV; la prima opzione potrebbe dare adito a un'idea di non credere nell'impegno manifestato dalla banca nel confronti del territorio, la seconda presuppone l'apertura di una linea di credito con la banca vicentina. Quest'ultima - è la conclusione - non, dovrà esimersi dall'assunzione di concrete responsabilità nei confronti del territorio in un quadro generale di garanzie che contemplino anche un impegno al rispetto del valore delle azioni che tra un anno dovrebbero eventualmente essere riacquistate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
