Il Tirreno

Prato

Prato trovi un punto d'equilibrio

A.P.
In alto Nesi sopra Veronesi
◗
In alto Nesi sopra Veronesi

Gli scrittori Nesi e Veronesi amareggiati per le polemiche «La morte deve superare tutto. E invece qui non è così»

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. L'umiliazione e una città che non perde occasione per spezzarsi. Sulla polemica nata dalla mancata concessione del lutto cittadino dopo la tragedia di via Ciulli, Sandro Veronesi e Edoardo Nesi ci vanno giù pesanti. Ognuno, ovviamente, a modo suo: più duro e diretto il primo, più sfumato ma non meno pregnante il secondo.  E da ambedue le parti non mancano gli appelli affinchè la situazione ritrovi al più presto, in un senso o in un altro, il proprio equilibrio.  La città spezzata. Della polemica sul lutto cittadino, l'assessore alla cultura della Provincia Edoardo Nesi non vuol parlare «perchè - dice - una tragedia come questa e il dolore che ha causato assorbono ogni altro discorso. Credo che dovremmo rifletterci sopra tutti e voglio sottrarmi in ogni modo a questa polemica». Una polemica che nell'autore de "L'età dell'oro" aggiunge semmai dolore a quello già presente. Per le vittime, e anche per la sua città.  «Riusciamo sempre a dare l'impressione di una città spezzata, e che continua a trovare il modo di spezzarsi - spiega - Spero che Prato, in futuro, riesca a non spezzarsi più intorno a questioni come questa».  Umiliazione. L'amarezza di Sandro Veronesi invece non lascia nulla alla fantasia.  «Sono profondamente umiliato dal fatto che Prato salga alla cronaca per casi come questo, e soprattutto per prove così inumane - commenta infatti, durissimo - Credo che la morte debba superare ogni cosa. Di fronte una tragedia del genere si proclama il lutto cittadino, punto».  Ma punto non è, perchè l'analisi del premio "Strega" pratese, reduce dal colloquio con "Anno Zero" negli studi di Radiogas, continua.  «Io non posso certo spiegare quello che è successo - spiega - ma posso sperare che la magistratura riesca ad impedire che una cosa del genere succeda ancora. Quello che so io adesso è solo quello di cui ci si vergogna a Prato».  Ieri Radiogas ha interrotto le trasmissioni in segno di lutto per la tragedia del sottopasso di via Ciulli. Come accade già per la questione dell'ordinanza antikebab, la radio web diretta da Marco Monzali si fa prima portavoce di una Prato che dissente e reagisce con decisione.  «Con tutto il rispetto che ho per Radiogas, di cui sono cofondatore - spiega Veronesi - questa non è altro che l'ennesima dimostrazione del punto a cui è arrivata la politica pratese. E' un po' come quando la Slovenia proclamò la propria indipendenza e il primo paese a congratularsi fu la federazione internazionale di sci» conclude, non senza un certo sarcasmo, Sandro Veronesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa