Il Tirreno

Prato

Ora basta, vogliamo più sicurezza

Maria Lardara
Ora basta, vogliamo più sicurezza

Gli abitanti di via Ciulli raccolgono le firme da presentare in Comune

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 PRATO. In fondo lì dentro poteva finirci benissimo una delle loro figlie. Perché cinese o pratese che sia, la morte non guarda il colore della pelle. Quelle vite di donna, martedì notte, i residenti di via Ciulli le hanno viste scivolare via sotto i propri occhi, in un vortice di 4 metri d'acqua. Le prime vittime che hanno visto nella gola di quel sottopasso, le ultime che vogliono vedere.  «Dieci anni fa venne sfiorata la stessa tragedia», ricorda Franco Breschi, che vive al civico 99. Che fare dunque? Un'idea in testa Marcello e Nello Di Santi, padre e figlio accorsi alle prime grida di quella notte maledetta, ce l'hanno. «Si sta discutendo di una raccolta di firme da presentare in Comune per mettere in sicurezza il sottopasso - fa sapere la famiglia Di Santi -. Una soluzione potrebbe essere quella di semaforizzare il passaggio come a Oste o installare una sbarra». La cronaca della mattinata di ieri in via Ciulli ha l'amaro sapore di un difficile ritorno alla quotidianità. Portando però nel cuore l'immagine di quei tre corpi straziati dal fango e dall'acqua. Una punta di rammarico resta, come nel caso della signora Ileana. «Mi hanno svegliato le urla alle 2, quando la pioggia veniva giù come Dio comanda. D'altronde ho chiamato diverse volte i vigili del fuoco ma il centralino era intasato. Che dovevo fare?» Nello invece non si fa una ragione di come non sia stato possibile intervenire prima. «Se qualche assessore sostiene di non aver ricevuto chiamate d'emergenza sbaglia. Noi residenti siamo tutti incollati al telefono, ma nessuno si è degnato di venire. Quando alla fine ho chiamato il 118 per comunicare l'affogamento di tre donne, a quel punto mi hanno considerato. Ma ormai era troppo tardi». Insieme a un altro vicino di casa, Di Santi ha aiutato il marito cinese, con tanto di corda e bastone, ad estrarre il corpo della moglie. «Una scena terribile: la signora era riuscita ad aggrapparsi, ma quando l'abbiamo tirata su non dava segni di vita».  Ieri mattina l'acqua non se n'era andata via del tutto in via Ciulli. Difficile a levarsi, il fango era ancora depositato negli scantinati e garage. Ora inizia la conta dei danni e visto che l'unione fa la forza, un sostegno a queste famiglie non mancherà dal neonato "Comitato pro famiglie alluvione di Narnali". Lo promuove l'associazione culturale "NarnaliInsieme" e conta l'adesione del circolo Renzo Grassi e alcuni rappresentanti del territorio (Monia Faltoni, Andrea Colzi, Giovanni Mosca, Fabio Colzi, Fabio Rossi, Massimo Faggi, Luca Squillante). «Inizieremo una verifica a tappeto della situazione delle famiglie», annuncia la consigliera provinciale Faltoni mentre per il presidente di "NarnaliInsieme", Oliviero Giorgi, sarebbero circa una ventina le famiglie colpite, anche in via di Maliseti e via Pasubio. «Offriremo un sostegno locale mettendo in campo tutte le azioni possibili per ottenere il risarcimento». Gli interessati possono contattare il numero 335 5798251.

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