Gioco
Occhi a mandorla ma assomigliano ai nostri terzisti e ai nostri figli
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I fatti: tre donne, muoiono intrappolate nell'allagamento di un sottopasso, tragica fatalità forse, quanto solo fatalità spetterà alla magistratura accertarlo. Io, noi della Cna, saremo presenti alle loro esequie per dimostrare vicinanza, ai loro parenti, alle persone che le hanno conosciute in vita, oggi colpite da un dolore sordo e profondo che tutti noi purtroppo abbiamo conosciuto nella nostra esperienza. Più che alla sola comunità cinese, mi sento vicino a tanti uomini e donne che oggi sono a lutto per una tragedia terribile che ha colpito la nostra città. Noi siamo con il vescovo di Prato, perché almeno nella disgrazia della morte la pietà accomuni ciò che le miserie della vita hanno diviso. I fatti: ancora una volta Prato riempie le cronache nazionali per il triste primato di non avere neppure misericordia per i morti, per il solo motivo che sono venuti qui da lontano, dall'altra parte del mondo. Forse, per qualcuno, non sono solo gli occhi a mandorla a rendere quelle vittime diverse dagli altri. Forse se fossero immigrati ricchi, anziché poveracci che attraversano il mondo disposti a farsi schiavi nella speranza di un futuro migliore, gli sarebbe concesso rispetto da parte di tutti quelli che si sono impegnati a dire che il lutto può avere gradazioni diverse. Non sono diversi quei poveri di mondi lontani da coloro che, nati qui, soffrono ogni giorno di più per la povertà che li raggiunge. Non sono molto diversi dai nostri terzisti adoprati finché il mercato è andato per essere poi abbandonati a se stessi o alle migliaia di lavoratori oggi in mezzo a una strada. Forse a pensarci proprio bene non sono neppure così diversi dai miei figli che pure sono andati all'università e certo non gli manca nulla a parte la speranza di un futuro e di una società capace di diventare la loro. Come sempre è successo nelle difficoltà gravi di un paese, c'è qualcuno che trova vantaggio nello scatenare le guerre fra poveri. Così i veleni con grande generosità vengono instillati nelle nostre coscienze, distruggendo i principi fondamentali che, alla base della nostra cultura, hanno fatto di questa parte del mondo forse una di quelle dove di più è valsa la pena di trascorrere la vita. Se la politica locale capisse che oggi è necessario imporre al Governo centrale un investimento straordinario e professionale per riaffermare la presenza dello Stato, forse non avrebbe bisogno di uscite davvero maldestre che nessun altro risultato hanno se non di aggiungere disdoro a questa nostra travagliata città. Anselmo Potenza presidente Cna Fabio Mazzanti direttore Cna
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