Il Tirreno

Prato

«Non critico il sindaco, ma il clima è pesante»

Maria Lardara
Lin Yexiang responsabile dell’associazione linguistica italo-cinese
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Lin Yexiang responsabile dell’associazione linguistica italo-cinese

Lin racconta delle testimonianze di solidarietà che arrivano da Firenze. «Qui è diverso»

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 PRATO. Fosse per lui, forse certe sparate sul lutto cittadino, su quanto sia stato opportuno o meno proclamarlo, se le sarebbe risparmiate. Troppo fresco il ricordo di una tragedia che brucia come sale sulle ferite della comunità cinese, per la morte tremenda di tre connazionali. E' stata fatalità o negligenza umana a trasformare martedì notte il sottopasso di via Ciulli in un tunnel infernale? Dubbi che si affollano nella mente di tanti orientali che vivono a Prato, sui quali la notizia dell'annegamento è piombata come un fulmine a ciel sereno.  Prova a interpretarli il giovane Lin Yexiang, responsabile dell'associazione linguistica italo-cinese di Prato e uno dei componenti di Associna. La sua associazione, sede di una scuola di italiano e cinese, si trova in via Pistoiese non lontano dal luogo della tragedia. «Adesso c'è solo bisogno di chiarire le cause e accertare le responsabilità. Sul dramma di queste famiglie colpite non sarebbe il caso di spendere troppe parole».  Il no del sindaco Cenni al lutto cittadino ha scatenato polemiche. Per la la comunità cinese questo cosa significa?  «Non tocca a me giudicare il lavoro del sindaco».  Le polemiche però ci sono state.  «Se è per questo, le chiacchiere che si sentono nei bar della zona sono tristi. Commenti del tipo "3 cinesi in meno", mi fanno scuotere il capo di fronte a questa città. Ho passato l'estate in Cina, al ritorno a Prato ho trovato un clima più pesante. E' come se noi cinesi ormai avessimo un'etichetta negativa, dovuta anche al ritratto che fanno i media».  Un quadro pessimistico. Si aspetta che i cittadini pratesi partecipino ai funerali delle donne?  «Sì ma dovrà essere spontaneo, non un gesto calato dall'alto. I miei amici e colleghi di Firenze (Lin lavora come mediatore culturale, ndr) mi hanno telefonato per sapere quando i funerali avverranno. Non conoscono le famiglie, ma vogliono stringersi al loro dolore. Per questo non c'è bisogno insomma del lutto ufficiale».  Un'usanza istituzionale che i cinesi di Prato poi in fin dei conti conoscono?  «Credo di no. In Cina il lutto cittadino viene proclamato solo per eventi eccezionali, come terremoti o inondazioni. E sempre in Cina i sottopassi hanno una brutta fama».  In che senso?  «Nel nostro paese si dice che se un paese è veramente moderno lo si misura dalla tenuta dei sottopassi. Incidenti come quello avvenuto martedì notte, laggiù capitano non di rado. Come non detto».

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