Il Tirreno

Prato

Il sottopasso di Pratilia lancia l'Sos

G.C.
L’auto rimasta intrappolata nel sottopasso di Pratilia: era il 2007
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L’auto rimasta intrappolata nel sottopasso di Pratilia: era il 2007

Inaugurato nel 2003, ora serve un impianto di sollevamento dell'acqua piovana

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 PRATO. Inaugurato nel novembre 2003 il sottopasso di Pratilia ha nel corso della sua breve vita palesato evidenti deficienze legate al cattivo deflusso dell'acqua piovana. Gli allagamenti, piccoli o grandi, hanno spesso messo in serie difficoltà gli automobilisti. Nel 2007, tanto per citare un episodio, una donna alla guida di una Punto venne tratta in salva dal conducente di un carro attrezzi. E anche l'altra notte, la notte nella tragedia di via Ciulli, il sottopasso di Pratilia è andato sott'acqua. Il fatto strano è che il sottopasso, costruito dall'impresa Gellini Giovanni di Arezzo, ha comportato una spesa complessiva per le casse comunali di 4 milioni e 648mila euro. I progettisti erano l'ingegner Lorenzo Frasconi (dirigente dell'ufficio Mobilità, Ambiente, Grandi Infrastrutture del Comune), l'ingegner Aldo Ianiello, il geometra Piero Ratti e il perito Giancarlo Gelli. Direttori dei lavori lo stesso ingegner Frasconi, Ianiello, l'ingegner Luca Volpi e il geometra Fabio Cillo.  Un sottopasso nuovo di zecca, o quasi, che però ha subito evidenziato gravissime carenze quando si è trovato di fronte ad acquazzoni. Eventi, si sa, tutt'altro che rari a Prato, sia d'inverno che d'estate. Ma nonostante gli evidenti difetti di progettazione e/o realizzazione (che nel sottopasso non ristagnino le acque dovrebbe essere un requisito base) lo stesso dirigente Frasconi lo scorso giugno, ovvero diversi anni dopo i primi allagamenti, ha firmato una determina con la quale si sostiene che «allo scopo di migliorare l'opera occorre realizzare a servizio del sottopasso un impianto di sollevamento delle acque meteoriche in modo da evitare allagamenti in caso di piogge abbondanti». L'intervento è stato affidato all'impresa Acqua Systema di Arezzo, per la fornitura e posa in opera delle attrezzature, e e alla Cafissi Alvaro per le opere edilizie. Il totale della spesa è d 55mila euro. La realizzazione dell'impianto di sollevamento, almeno nelle intenzioni, dovrebbe avvenire entro questo mese. La speranza è che, nell'attesa, il tempo sia clemente. O, almeno, che in caso di allagamenti viale Leonardo da Vinci venga prontamente chiusa al traffico. Cosa che non è avvenuta in via Ciulli.

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