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Dicembre 1996: pompe bloccate il Comune corre ai ripari

G.C.

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 PRATO. Nel dicembre 1996, cinque anni dopo la sua costruzione, il sottopasso di via Ciulli fa già acqua. La giunta è costretta a prendere provvedimenti tenendo conto che il sottopasso «presenta copio ristagni di acqua sulla sede viaria e in caso di considerevoli precipitazioni si presenta inagibile a causa del blocco delle pompe dovuto anche all'inadeguato dimensionamento dei collettori di scarico delle pompe». Siamo a dicembre ma la giunta giustifica l'esigenza di intervento citando l'allagamento del sottopasso avvenuto il 13 giugno: «l'ufficio di Protezione civile fu costretto a chiudere la strada al traffico a causa dell'allagamento del sottopasso con presenza di acqua per circa un metro e ad intervenire con idrovore per consentirne la riapertura. Situazioni meteorologiche avverse - si aggiunge - comporterebbe presumibilmente il ripetersi della situazione e quindi il verificarsi di situazioni di rischio per l'incolumità pubblica».  Il Comune decide di affidarsi ad una ditta specializzata, la O.M.P. di Schillaci & C. di Firenze, che si era occupata di un problema analogo nel sottopasso di via Traversa Cellerese per migliorare il sistema di sollevamento idraulico. L'importo dei lavori (costruzione di collettore per due pompe, tubazione per attacco pompe collettore, due saracinesche più altre opere) viene quantificato in 4 milioni e 500mila lire.  Ma i problemi non si risolsero del tutto perché, due anni più tardi, il sottopasso di via Ciulli venne nuovamente sommerso dall'acqua che arrivò a cinque metri d'altezza.

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