Il Tirreno

Prato

Un fiume di fango invade le case

Alessandro Pattume
Catia Pieraccini la signora di via di Galceti che ha avuto la casa invasa da un fiume di fango
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Catia Pieraccini la signora di via di Galceti che ha avuto la casa invasa da un fiume di fango

Frana un pezzo di collina, arrivano giù anche le tartarughe del Centro

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 PRATO. Tre colpi alla porta in una notte da lupi. S'è presentato così, in via di Galceti, il fiume di fango e detriti che alle tre di ieri mattina è piombato su una manciata di case ai piedi del Monteferrato. Bandoni sfondati, garage e cantine allagate e danni per migliaia di euro. Insieme al fango e alla paura però, a scivolare a valle nella notte sono state anche una dozzina di tartarughe ospitate nel Centro di Scienze Naturali.  Un fiume di fango.Il fango ha scavato un solco lungo quaranta metri sul fianco della collina, ha invaso via di Galceti, rimbalzato sul recinto murato della famiglia Massai e cercato sfogo più avanti. Dove ha potuto s'è infilato con violenza, schiantando i bandoni dei garage e portando via il resto.  «E' tutto da buttare» dicono, con gli occhi rossi degli insonni, gli abitanti di via di Galceti. Si fanno i primi bilanci, e con la comparsa del sole si cerca quel che resta di una notte spaventosa. Sono le abitazioni fianco al bar "Galceti" quelle che hanno subito più danni.  «Ho sentito dei colpi verso le tre di notte e non ho fatto in tempo a scendere in garage che mi sono trovata il fango all'altezza della vita - spiega Catia Pieraccini, una dei proprietari dei garage, indicando il bandone spaccato del proprio garage - Una cosa allucinante e adesso è tutto da buttare. Motorini, divani. Tutto». Hanno portato al sole le loro cose, accatastandole lungo la rampa in lieve pendenza che porta in strada. Qui il fango s'è accanito, ha preso slancio sfondando e spaccando tutto.  Una notte allucinante. «Tutte le nostre cose galleggiavano, compreso il divano - continua la signora Catia, le lacrime agli occhi - Così prima abbiamo chiamato i pompieri e poi reggendoci alla recinzione abbiamo risalito la strada, col fango alto un metro, e forzato la rete nella speranza di far fluire il fango nel campo». Nella rete che fiancheggia via di Galceti c'è infatti il foro fatto nella notte, nella bufera. Che non è bastato ad abbassare il livello del fango.  «I detriti non riuscivano a passare attraverso la rete, così rimbalzavano sul muro di casa mia e proseguivano oltre - spiega Deanna Massai - L'unica strada che il fango ha trovato è stata quella asfaltata e lì si infilato». I vigili urbani sono arrivati alle 7, «i pompieri invece sono venuti subito per andarsene altrettanto alla svelta - racconta un ragazzo con la pala in mano - Non era di loro competenza, hanno detto». E' stata Asm infatti ha ripulire la strada, mentre una squadra del Centro di Scienze Naturali aiutava a spalare via il fango dai garage inondanti fino all'ora di pranzo. Anche più avanti, dove i danni sono stati inferiori ma la paura identica, si spala fango e si mette ad asciugare al sole le proprie cose. «Ci hanno chiamato alle 4,30 e siamo corsi subito a vedere cos'era successo - raccontano i titolari del bar "Galceti" - Adesso abbiamo un magazzino da buttare, dove per fortuna non c'erano alimenti, e un bancone da cui continua a uscire acqua da ore. Però è andata bene, nella disgrazia. Poteva succedere di tutto».  Tartarughe. «Dentro l'armadio, in garage - racconta la signora Pieraccini - Stamattina c'era anche una tartaruga». Una dozzina, forse di più, quelle che dal Centro di Scienze Naturali, ieri notte, sono piovute insieme al fango su via di Galceti. Alcune si muovevano appena nel fango, altre si sono infilate dove l'acqua le ha portate. Le hanno raccolte i volontari e gli abitanti, raccogliendole in una cesta davanti alla casa della famiglia Catarzi. «Ce ne dovrebbero essere ancora in giro - racconta Bernardo Catarzi - Ma anche noi stanotte abbiamo combattuto col fango. Ho un frigorifero e un congelatore da buttare, oltre alla casa da lavare da cima a fondo».

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