Il Tirreno

Prato

Una "compagna" moderna

Ilenia Reali
Ilaria Bugetti seduta al pianoforte nella casa della madre: la musica è una sua grande passione. In basso a destra, con la fascia da sindaco (2004)
◗
Ilaria Bugetti seduta al pianoforte nella casa della madre: la musica è una sua grande passione. In basso a destra, con la fascia da sindaco (2004)

Bugetti rivendica saldi ideali di sinistra e piedi per terra

5 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. A nove mesi ha imparato a camminare da sola. La trovarono attaccata alle tende che muoveva i primi passi. Un aneddoto, banale, che però la dice lunga sulla candidata Ilaria Bugetti che il suo percorso l'ha costruito sapendo bene che niente arriva gratis e che tutto si ottiene facendo dei sacrifici. Ma con il sorriso e non celando mai chi si è, da dove si viene. Debolezze comprese.  Donna ma coi pantaloni  Se la frase non l'avesse strausata e bistrattata Mirigliani con il suo concorso di Miss, potremmo dire che Ilaria Bugetti è una ragazza della porta accanto. E non perché è una delle donne più attraenti della politica pratese ma per il suo viso aperto, la sua vivacità, per quella naturalezza che la fa sembrare la classica brava figliola, quella a cui si può sempre chiedere un piacere senza temere di ricevere un rifiuto.  Attenzione però, Ilaria Bugetti non è una donna semplice. Non sta dentro nessuno stereotipo. Nè tantomeno è una figliola da tenere in considerazione per le cose di poco conto. E' una delle donne più determinate che ci sono in circolazione. E' una donna con i pantaloni. Una compagna moderna che si porta dentro gli ideali, il sentire del Pd ma che ha i piedi ben piantati in terra. E' donna, sindaco, mamma, figlia, amica. Firma un'ordinanza, influisce con determinazione nelle trasformazioni della sua Cantagallo ma va anche a prendere la figlia, Tosca, a scuola. Sa dire dei no.  La laurea  Il babbo fa il falegname, la mamma è stata sarta fino a pochi anni fa. Una di quelle famiglie artigiane dove sui valori e sugli affetti non si transige. La tempra è quella di chi vive in montagna e quindi è abituato a non vivere una vita comoda perché anche per andare a scuola ci si alza presto la mattina.  E soprattutto non ha sovrastrutture. «La mia più grande soddisfazione - racconta - è la laurea in scienze politiche, relazioni internazionali».  Ilaria Bugetti non è vissuta in un ambiente dove laurearsi era scontato. E anche se sono passati degli anni se lo ricorda bene. «Che bello vedere negli occhi di mamma e babbo la soddisfazione», commenta. «Ho dato gli esami sempre lavorando. Vendevo a domicilio dei prodotti alle erbe per il corpo. La sera facevo le riunioni nelle famiglie fino a tardi: rientravo anche alle due di notte. E la mattina mi alzavo presto per andare a Firenze a frequentare le lezioni. Certo mica posso dire che ero autosufficiente economicamente ma almeno sentivo di contribuire. La fatica non mi ha mai fatto paura».  Gli adesivi del Pci  Insieme al lavoro e alla scuola c'era già la politica. «Sono vissuta in una casa dove di politica si è sempre parlato», racconta. «Quando da bambina col babbo andavo alla festa dell'Unità era felice. Soprattutto quando mi appiccicavano al petto gli adesivi della festa: per me era come sentirmi parte di qualcosa di importante. Di cosa l'ho capito dopo quando mi sono iscritta alla sinistra giovanile, quando ho cominciato a frequentare il partito, quando sono diventata assessore e poi sindaco».  Un bel sindaco. «Avere un bell'aspetto a volte si paga. Prima ti guardano, poi - e solo poi - ti giudicano per la tua testa. I primi tempi da sindaco quando andavo fuori con i tecnici del Comune mi scambiavano sempre per la segretaria. Le battute non sono mai mancate. Quelle volgari, quelle squisite e quelle che seppur fatte con educazione mi hanno dato fastidio».  Il pianoforte  In casa di Ilaria Bugetti c'è anche un pianoforte. «L'ho suonato per dieci anni - sorride - ma poi ho smesso».  E ha preso la via di altre passioni come la buona cucina e il buon vino. E' sommelier. Per la figlia non ha grandi obiettivi. Ne ha solo uno ma immenso. «Sarei felice se Tosca imparasse a essere sempre se stessa e sapesse difendere sempre le sue idee. Vorrei che mia figlia imparasse a dosare bene nella sua vita emozioni e ragione».  Emozioni, ragione, valutazione degli altri per quello che sono realmente: tre concetti che portano a uno degli ultimi libri letti dal sindaco di Cantagallo "L'eleganza del riccio".  Il libro è il diario di una bambina, che cresce in una famiglia borghese ma con una spiccata sensibilità. E quello di una portinaia che nascosta nello stanzino del condominio della piccola nasconde un mondo fatto di cultura e di amore per la lettura.  «Mi è piaciuto - sottolinea Bugetti - perché in ogni pagina c'è una frase che stimola la riflessione. C'è una chiave da cui partire per guardarsi dentro. Della possibilità che ogni persona, ovunque viva e qualunque cosa faccia, può riscattarsi. E contiene un messaggio: con le persone bisogna confrontarsi, parlare, instaurare uno scambio».  E anche sognare. Come aiuta a fare l'anfiteatro Mauri di Cantagallo, il progetto che Ilaria Bugetti sente particolarmente. «E' quello uno dei progetti che ho seguito dall'inizio in prima persona. Lì c'è tutto: c'è lo sguardo verso l'alto, c'è il radicamento a terra, c'è la passione, il lavoro manuale e collettivo. E c'è anche la musica visto che lo utilizziamo per fare i concerti. Insomma c'è un po' tutto quello che conta nella vita».  C'è, attraverso le installazioni dell'artista, quello che Bugetti sente. Proprio come per il suo modo di vestire. Giacca blu, scarpe rosse. Serietà, forma, concretezza ma anche leggerezza, passionalità, entusiasmo, eccentricità, solidità, equilibrio, fantasia. Un po' di tutto. Per poter fare di tutto. Perché ogni meta si può raggiungere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web