Il Tirreno

Prato

Un filo di solidarietà tra Prato e Mogadiscio

Maria Lardara
Un gruppo di donne che fanno parte della associazione Le Mafalde
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Un gruppo di donne che fanno parte della associazione Le Mafalde

Associazione lancia l'appello per aiutare un bimbo di 14 mesi

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 PRATO. Una storia dalle lunghe distanze, in cui si intrecciano affetti, sentimenti, ricordi dolorosi. Un filo sottile che collega Mogadiscio a Prato, passando per Trieste, imbastito di generosità e speranza. Lei si chiama Hawa Shire, vive a Prato da 20 anni, ha in tasca una cittadinanza italiana e fa parte dell'associazione interculturale "Le Mafalde". Lui è un bimbo di appena 14 mesi, gravemente affetto da una patologia congenita della pelle: è il figlio del fratello di Hawa. Ittiosi collodion baby, un caso ogni 300mila nascite. È toccata a lui, ad Abdirihin. Sfortunato due volte perché deve lottare contro le macerie e una malattia che gli ha sfigurato il volto togliendogli la possibilità di sorridere: la Somalia dal 1991 è un paese devastato dalla guerra. Zia e nipote non si conoscono. Potrebbero riabbracciarsi presto. Tutto dipende da un biglietto aereo che costa 1.500 euro, una cifra che la famiglia di Abdirihin non può permettersi. Destinazione Trieste, ospedale Burlo Garofolo dove il bambino riceverà le cure mediche di cui ha bisogno in compagnia della mamma. Grazie al tam tam di mail che l'associazione pratese "Le Mafalde" ha inviato a diversi ospedali pediatrici italiani, l'appello di generosità è stato raccolto infatti dall'ospedale triestino e dall'associazione "Bambini del Danubio", che si faranno carico di tutte le spese mediche. In questi giorni il nipote e la cognata di Hawa sono in viaggio verso l'ambasciata di Nairobi con il visto per le cure mediche. Manca un piccolo sforzo: raccogliere i soldi per pagare un biglietto aereo per l'Italia. Per questo "Le Mafalde", associazione di volontariato nata un anno e mezzo fa che ha nel suo dna il sostegno tra donne immigrate e italiane, si è fatta portavoce della causa, con l'appello "Aiutateci a far sorridere Abdirihin", per la raccolta di fondi. «I tempi sono molto stretti, confido nel grande cuore dei pratesi: oltretutto il bimbo gravemente malato non può fare troppi spostamenti e io sono l'unico punto di riferimento in Italia», sottolinea la 45enne Hawa Shire, laurea in economia e commercio e marito originario di Poggio a Caiano.  Oggi la Somalia è una terra di povertà. «Per pagare il viaggio da Mogadiscio a Nairobi al piccolo Abdirihin - racconta Hawa - i miei genitori hanno venduto l'oro di famiglia». Per chi volesse contribuire: c/c postale nº 3822527 intestato a Le Mafalde - Associazione Interculturale onlus - Iban: IT53I0760102800000003822527 - Causale: Viaggio Abdirihin bambino somalo. I donatori saranno informati sulla salute del piccolo attraverso il sito: www.lemafalde.org.

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