Il Tirreno

Prato

OTTOBRE/ MORTE ASSURDA PER TRE CINESI

Muoiono intrappolate nel sottopasso a Prato

Muoiono intrappolate nel sottopasso a Prato

Tre donne sono  annegate in un sottopassaggio a Prato a causa dell'ondata di maltempo  che questa notte ha investito anche le province di Firenze e Pistoia. A lungo si è temuto che vi fossero altre vittime

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PRATO. Il sottopasso è diventato in pochi minuti una piscina di acqua marrone e in una notte di tregenda ha inghiottito le vite di tre donne cinesi. Hanno un nome le tre orientali annegate l’altra notte nella trappola di via Ciulli, periferia ovest di Prato, ma un nome ancora non l’hanno i responsabili (ammesso che ce ne siano oltre a Giove Pluvio) di una tragedia che per molti era annunciata. Quel che pare certo è che qualcosa non ha funzionato in quelle poche decine di metri che dividono la frazione di Galciana da quella di Narnali.

Qui sono stati ripescati i corpi senza vita di Wang Dong Lan, 42 anni, della sorella Wang Jilan, 50 anni, e della figlia di quest’ultima, Wang Chengwei, di 34 anni, arrivate a Prato nel 2007 da Rossano Veneto (Dong Lan era titolare di una vicina confezione). Mancavano pochi minuti alle 4 quando il marito di una delle due sorelle è stato visto tuffarsi nel fango per recuperare un corpo che stava affiorando. Fino a quell’ora nessuno aveva capito che nel sottopasso allagato era finita un’auto (poi si scoprirà che ce n’era anche un’altra, fortunatamente vuota). I residenti di via Ciulli, al culmine del violento nubifragio che ha scaricato 104 millimetri d’acqua in poco più di due ore, roba che capita ogni dieci anni, si erano attaccati al telefono per chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e stavano tentando di tamponare l’allagamento dei piani bassi. Poi il cinese si è tuffato e la notte è diventata più nera di quanto non fosse già.

Stando al racconto fatto ai carabinieri dal marito di una delle vittime, le tre donne si erano messe in macchina, una Lancia Y, per raggiungere una terza sorella che non le ha viste arrivare e ha dato l’allarme. Rifacendo il percorso, l’uomo è arrivato al sottopasso e dopo un po’ ha visto affiorare il primo cadavere. L’altro è stato recuperato pochi minuti dopo, mentre sul posto convergevano polizia, carabinieri, pompieri e gli accessi al sottopasso venivano finalmente transennati. E’ toccato ai sommozzatori dei vigili del fuoco individuare l’auto sommersa e recuperare il terzo corpo, quando ormai si era fatto giorno. Nel frattempo via Ciulli si è riempita delle grida strazianti della terza sorella Wang e delle sue parenti, sorrette dagli apparentemente impassibili capifamiglia cinesi.

Una seconda vettura, una Ford Focus, è emersa a sorpresa un paio di ore dopo ma era vuota: il conducente, Chen Yongchuan, è stato rintracciato e ha raccontato di essere scappato prima che la macchina scivolasse nel sottopasso. E una terza auto, anche questa piena di cinesi, è sfuggita per un pelo alla trappola di fango. Qualcosa non ha funzionato, si diceva, perché nessuno degli altri sottopassi cittadini si è riempito come quello di via Ciulli. Ed è già cominciato il balletto delle responsabilità. E’ molto probabile che le due pompe idrovore piazzate al centro del sottopasso non siano entrate in azione, o si siano fermate quasi subito. Nella zona c’è stato un blackout durante il temporale, ma le pompe dovrebbero funzionare autonomamente, e invece l’acqua ha ristagnato per ore prima di essere aspirata da altre idrovore mobili. Sarà materia dell’inchiesta aperta sulla tragedia dal sostituto procuratore Laura Canovai, che ha disposto il sequestro di tutta l’area e ordinerà una perizia tecnica, oltre all’autopsia sulle vittime.

Intanto la città si spacca anche sul lutto cittadino. Lo scontro fra centrodestra e centrosinistra si misura anche in queste forme. Il sindaco Cenni è convinto che il minuto di silenzio in consiglio comunale e la bandiera a mezz’asta del palazzo comunale siano segnali adeguati del dolore della città. Il centrosinistra è di tutt’altro avviso. A partire dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.  Il presidente Rossi ha infatti criticato la scelta del sindaco di non proclamare il lutto cittadino: «Non credo sia razzismo, penso però ci sia stata sottovalutazione di fronte alla quale sarebbe doveroso chiedere scusa. Se non lo fa il sindaco lo faccio io a nome dell’intera comunità toscana».

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