Il Tirreno

Prato

La Comunità Montana comunque rassicura: «Situazione sotto controllo. Anzi, quest’anno ci sarà un raccolto abbondante»

Cinipide, l'incubo delle castagne

Letizia Magnolfi
Raccolta delle castagne in Vallata
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Raccolta delle castagne in Vallata

Il terribile insetto, originario della Cina, è arrivato anche in Valbisenzio

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 CANTAGALLO. È quasi tempo di raccolta delle castagne e gli agricoltori si interrogano e fanno i conti con i danni provocati dall'incubo cinipide, un piccolissimo insetto particolarmente dannoso per il castagno. Originario della Cina e ormai ampiamente diffuso in Giappone, Corea e Stati Uniti, in Italia è stato segnalato per la prima volta nel 2002, in provincia di Cuneo.  Come spiega Francesca Storai, tecnico forestale della Comunità Montana Valdibisenzio, «questo insetto attacca le gemme del castagno e ne modifica la struttura. Intorno a queste gemme il cinipide depone le sue larve formando una sorta di rigonfiamento rossastro. In questo modo il castagno è impossibilitato a svolgere le normali funzioni di fruttificazione».  Portatori di questo insetto furono i castagni provenienti dai vivai dell'Oriente. Praticamente assente nel territorio italiano, in seguito a questo tipo di commercio, a partire dal focolaio iniziale, l'insetto si è diffuso in altre regioni e nel 2008 è stato trovato anche all'interno di castagneti toscani. Gabriella Nuti, vicepresidente dell'Associazione Castanicoltori, ci racconta un fatto davvero curioso che è avvenuto all'interno del suo castagneto di Migliana.  «A maggio scorso, durante la fase di innesto, ho trovato alcuni castagni completamente infettati dalla presenza del cinipide e molti ramini degli alberi completamente essiccati. Proprio in questo periodo, che è vicino alla caduta del frutto, mi sono trovata davanti ad una circostanza anomala: questi stessi castagni presentano sia la fase della fioritura che quella di maturazione del frutto, come se da soli si fossero ribellati».  Quali sono le conseguenze più gravi causate dall'insetto? Un calo della produzione della massa vegetativa e quindi della maturazione della castagna.  Gabriella Nuti si è offerta di sperimentare la lotta biologia che, almeno per ora, la Regione Toscana ha attuato solo in Garfagnana e nella zona di Acquerino: l'immissione nei castagneti del'insetto Torymus Sinensis, in grado di uccidere le larve del Cinipide. Un'idea che potrebbe essere la giusta soluzione.  Le autorità comunque rassicurano: al momento non esiste un pericolo conclamato in Valbisenzio. A parlare è Marco Ciani, presidente della Comunità Montana: «al momento la situazione è sotto controllo nella nostra zona; anzi, per quest'anno è prevista addirittura una raccolta superiore a quella del 2009».  

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