Trasporti
Ottiene un prestito e sparisce
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Unimmagine del Pakistan Operaio pakistano truffa una Finanziaria: gli aveva dato 70.000 euro
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PRATO. Non aveva mai perso un giorno di lavoro. Mai un giorno in malattia, mai un permesso in più del dovuto. Per 15 anni si è presentato all'inizio di ogni turno in fabbrica, alla Filcompany. Un operaio modello. Il primo straniero assunto dall'azienda tessile dell'imprenditore Giancarlo Bennati. Oggi, il tessitore pakistano, di 45 anni, è sparito nel nulla. Ma nessuno sembra preoccuparsi. Tranne una finanziaria con sede anche a Prato. L'operaio, qualche mese fa, aveva chiesto un prestito di 70.000 euro le cui rate sarebbero state detratte direttamente dalla busta paga. Nessuno ha posto obiezioni. Un comportamento perfetto, 15 anni in Italia tutti lavorati nella stessa fabbrica. Era stato uno dei primi pakistani ad arrivare a Prato quando il settore della ciniglia tirava e la manodopera sembrava non essere mai sufficiente. «Il prestito - racconta il titolare - gli è stato concesso. A noi non disse a cosa gli serviva né tantomeno ce lo spiegò la Finanziaria ma nessuno aveva dubbi. Si pensò che forse voleva comprarsi una casa. Dopo qualche giorno ci chiamò per prendere due settimane di malattia. Non si sentiva bene. I primi giorni da quando era assunto». Dell'operaio da quella telefonata non se ne è saputo più niente. Non ha avuto notizie il titolare, nè gli amici, nè i colleghi di lavoro. Scomparso. Tutti pensano sia tornato in patria o in un paese dove quei 70.000 euro hanno un valore ben più alto che in Italia. A Prato se ne parla tra gli addetti ai lavori. E tutti con sorpresa perché chi ha conosciuto l'operaio non avrebbe mai pensato a niente del genere e, alla fine, in un periodo in cui gli istituti di credito fanno il bello e il cattivo tempo la storia del pakistano viene vissuta con divertimento. E la Finanziaria? «Si è dovuta accontentare di quello che ha lasciato qui: il Tfr maturato in azienda: circa 20.000 euro», conferma Bennati. I.R.
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