Sicurezza
Niente veleni e tanti sorrisi tra i candidati
Ile.r.
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Un momento del faccia a faccia Diretti, appassionati e concreti riscaldano gli iscritti del Pd
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PRATO. Chi si aspettava di veder scorrere il sangue non è stato accontentato. Il primo faccia a faccia, organizzato dal circolo Tintori, tra i candidati alla poltrona di segretario Ilaria Bugetti e Stefano Ciuoffo è stato all'insegna della sobrietà. Nessuna battuta al vetriolo ma tanti sorrisi. Se la gestualità conta qualcosa, Ciuoffo e Bugetti si sono scambiati gesti d'affetto, sorrisi, abbracci. E si sono divisi equamente gli applausi. Dopo le divisioni che hanno accompagnato la scelta dei due, i candidati sembrava tenessero particolarmente a farsi percepire come parte di una stessa cosa, il Partito democratico. Due facce, due approcci diversi di sentire ma, alla fine, una cosa comune. Quanto simili sono i contenuti dei due programmi tanto diversi però sono nell'esternarli. Quindici minuti per presentarsi. Prima Ciuoffo che non mena il can per l'aia. Spiega i motivi della sconfitta elettorale, passa all'esigenza della ricostruzione del partito, mira contro quegli amministratori e politici che negli ultimi mesi non hanno saputo ricreare una condivisione. «A noi servono tutte quelle persone che hanno voglia di mettersi a disposizione in maniera disinteressata. La democrazia è fatta di fatica, di gente che ci mette la faccia, di persone che hanno valori, competenze, passione. La richiesta di novità è stato un atto di sfiducia a una classe politica di cui anch'io faccio parte. Ci hanno mandato a casa per richiamarci al senso della politica». Un discorso che ha tenuto l'attenzione fino all'ultimo secondo. «Ora vediamo come fa Ilaria a non farci una brutta figura», si sentiva tra il pubblico una volta trascorso il tempo di Ciuoffo. Bravo, bravo davvero. La palla passa a Ilaria Bugetti. Anche per lei la voce è ferma. Si presenta, racconta chi è, cosa fa. Parla al cuore della gente, dei compagni e degli amici in sala. Fa un parallelo tra il lavoro di sindaco a Cantagallo, della ricchezza per il confronto con la gente, e della sua idea di partito. Anche qui con tanta partecipazione, umiltà, gioco di squadra. Anche lei va avanti, senza tentennamenti, per una quindicina di minuti. «Dobbiamo coinvolgere la nostra gente - dice - è arrivato il momento di cambiare passo. E' necessario ridare sicurezza, dare delle risposte. Non aver paura di essere criticati». Il tempo passa veloce. Anche lei brava, brava davvero. Diversi tra loro e quindi imparagonabili. Il meglio - entrambi - che si sia sentito negli ultimi tempi (ma forse sarebbe giusto dire anni) tra gli esponenti della classe dirigente politica pratese. Poi sarà il momento dei fatti - ed è tutta un'altra storia - ma le presentazioni lasciano dire che, alla fine, gli iscritti del Pd non dovranno scegliere tappandosi il naso. La sensazione è che entrambi siano all'altezza, c'è solo da valutare chi dei due ha le caratteristiche migliori per fare il segretario. Loro però rassicurano. Chiunque vincerà ci saranno l'una per l'altro. E se, questa volta, fosse vero?
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