Il dolore
«Via del Granaio: è già tutto deciso»
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La consigliera Cristina Attucci La consigliera Attucci all'attacco del Comune sulla variante
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POGGIO A CAIANO. Sulla riqualificazione di via Granaio da zona artigianale a residenziale tutto sembra essere già deciso. Questa almeno è la sensazione che ha l'opposizione considerando che al momento no risulta alcun percorso di partecipazione. «La variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico del Comune di Poggio a Caiano, che interessa le zone di Via del Granaio e del Poggetto, è ancora un mistero per molti poggesi poiché l'amministrazione non ha ancora reso nota alcuna decisione, nonostante che l'avvio del procedimento risale al 2008 - spiega in una nota Cristina Attucci, consigliera comunale del Pdl - I cittadini hanno il diritto di partecipare attivamente alla formazione delle politiche del loro territorio, nel quale vivono e del quale conoscono problemi e caratteristiche». A supportare la sua tesi, ecco scendere in campo la legge regionale sulla partecipazione: «La legge regionale 69/2007 recita che la partecipazione alla formazione delle politiche del territorio è un diritto e che è essenziale promuovere forme e strumenti di partecipazione democratiche che rendano effettivo questo diritto. E' per questo che invitiamo il sindaco e all'amministrazione comunale ad attivarsi quanto prima, e comunque in tempi utili, per organizzare un vero e proprio percorso di partecipazione che dovrebbe essere costituito da almeno tre incontri pubblici». In tali assemblee la giunta dovrebbe rendere pubbliche le proprie intenzioni su come trasformare queste due zone del paese in modo che i cittadini possano eventualmente fare delle proposte. Il tutto dovrebbe avvenire almeno 30 giorni prima che il provvedimento approdi in Consiglio comunale. «Non è ammissibile che il piano strutturale, o le sue varianti, sia fatto nelle segrete stanze del Comune, fra pochi, e che le decisioni siano rese note ai cittadini solo pochi giorni prima che il provvedimento venga portato in Consiglio comunale. E' inutile chiedere e coinvolgere la cittadinanza quando ormai i principi cardini del provvedimento sono già decisi e è possibile modificarne solo i dettagli: questa è una falsa partecipazione che serve soltanto a rispettare formalmente la legge ma non a coinvolgere attivamente i cittadini nelle scelte». E.B.
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