Il Tirreno

Prato

Borse di studio per chi ha talento

Miriam Monteleone
In alto Simona Marchini
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In alto Simona Marchini

Simona Marchini spiega le novità della scuola di musical Arteinscena

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 PRATO. Nonostante le poche risorse a disposizione, la scuola di musical Arteinscena decide di rischiare, mettendo in atto una vera e propria "missione salva talenti". A raccontarci l'ambizioso progetto di crescita della scuola è Simona Marchini, nota attrice romana e direttrice artistica, insieme a Franco Miseria, ieri in visita a Prato. Al momento per il nuovo laboratorio sono pervenute circa 30 iscrizioni. Domenica 10 ottobre alle 14 al Politeama si terranno le audizioni per scegliere 5 allievi, che si aggiudicheranno una borsa di studio finanziata dal teatro.   Arteinscena combatte la crisi investendo sui giovani. Una sfida coraggiosa. Ci spiega i dettagli?  «Diciamo che nonostante le difficoltà economiche, abbiamo comunque deciso di non chiudere la scuola. Anzi, per aiutare i ragazzi intendiamo dare una spinta rivitalizzante al laboratorio, sostenendo cinque tra i nuovi iscritti con delle borse di studio».  Arteinscena è diventata una scuola di perfezionamento di musical. Adesso sarete più selettivi?  «La selezione l'abbiamo sempre fatta. Prima di iscriversi tutti i candidati devono fare un provino, quello che facciamo qui è educare e affinare i talenti, incoraggiarli, spronarli a continuare perché oggi fare spettacolo è ancora più difficile, come è difficile salvare i ragazzi da strade apparentemente facili di successo. Oggi come dieci anni fa Arteiscena mira a conservare i sentimenti di questi ragazzi, perché senza sentimento non si fa niente».  Anche quest'anno si sono iscritti molti ragazzi da fuori regione. Prato grazie ad Arteinscena è diventata un polo di attrattiva per giovani talenti?  «La scuola è conosciuta e stimata in tutta Italia. Quest'anno abbiamo cinque ragazzi che arrivano da Napoli, dopo il fenomeno "Roberto Caccavo" molti hanno deciso di seguire il suo esempio; ma anche candidati dalla Sicilia e dal resto della Toscana: Livorno e Pontedera».  E l'idea di far adottare uno studente da un privato come vi è venuta?  «Una scuola come questa ha bisogno anche del sostegno dei privati. Patrizia Pepe ad esempio è ormai entrata nel consiglio e crede molto nell'attività della scuola. Ci piacerebbe trovare altri sponsor disposti a credere nel talento di questi ragazzi. Le rette sono alte, ma non potrebbe essere altrimenti, vorremmo andare incontro ai ragazzi e alle famiglie».  La scuola di musical fornisce ai suoi allievi una preparazione generale, da quest'anno date la possibilità anche ad altri di perfezionarsi con corsi individuali.  «Esattamente. Oltre ai due weekend al mese della scuola, durante la settimana saranno attivati corsi di canto, danza e recitazione, rivolti a tutti, senza limiti di età».   Finiamo con i progetti. Il musical è un genere anglosassone, che in Italia piace tanto. Quale sarà il musical del futuro?  «Qui ad Arteiscena facciamo commedie musicali, più che musical, lasciando spazio anche alla tradizione italiana. Chissà che un giorno non si riesca a fare un musical tutto nostro, con canzoni originali. Questo sì che sarebbe un bel progetto per il futuro».

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