Sicurezza
Via Casotti, meglio non entrare
Alessandra Agrati
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A destra alcuni fusti abbandonati accanto linterno di un capannone nellultima foto unauto abbandonata lungo la strada Le fabbriche dismesse sono diventate pericolose discariche
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PRATO. Entrare in via F.lli Casotti a due passi dagli archi Frascati mette a disagio, il degrado è visibile e tangibile in ogni angolo; fabbriche abbandonate adibite a dormitorio, macchine lasciate arrugginire lungo il ciglio stradale, spazi verdi trasformati in luogo di spaccio. Una situazione insostenibile che abitanti e commercianti hanno più volte denunciato alle forze dell'ordine, ma per ora con scarso successo. L'accesso alla via è duplice da via Arcangeli e da via Bicchierai, anche se il versante verso la piscina comunale è decisamente più critico e proprio da qui inizia il nostro percorso. Sulla sinistra in alcuni capannoni si lavora ancora, mente altri (quelli che appartenevano alla rifinizione Texfil) sono stati trasformati in discarica e in rifugio notturno. Il portone, apparentemente è chiuso con un lucchetto, ma in realtà basta spingere che la porta si apre su una vista desolante; sulla sinistra un rifugio fatto con degli scarti di stoffa, tutto intorno taniche in plastica di acido, scarti delle lavorazioni tessili, bancali di legno, detriti, scarpe e indumenti sparsi ovunque. In tutto questo degrado miracolosamente è nata una pianta che sembra proprio fuori posto. Probabilmente ci dormono degli extracomunitari, ma chiunque passi la notte in questo posto, oltre allo squallore deve fare i conti anche con la sicurezza; con l'arrivo dell'inverno basta una scintilla di un fuoco accesso per scaldarsi a far saltare in aria un intero quartiere. A completare il quadro un cartello, all'ingresso del capannone, con scritto tetto pericolante, effettivamente quel poco che resta della copertura sembra voler cascare da un momento all'altro. Continuando la "passeggiata" sulla destra si può ammirare un campo, un tempo adibito allo stoccaggio delle macchine, la cui rete è stata bucata per permettere l'accesso agli spacciatori e a chi dorme nella baracca nata da qualche mese. Gli abitanti sono spaventati da questa situazione, alla sera soprattutto assistono a liti violente fra spacciatori e compratori, inoltre sono costantemente testimoni dei traffici loschi che si sviluppano a partire dall' imbrunire. La paura è tanta che qualche padre di famiglia ha anche consigliato alle proprie figlie di allungare la strada per tornare a casa piuttosto che passare davanti a via Fratelli Casotti. Per finire in bellezza sulla strada è sta abbandonata un'auto, ormai ridotta a carcassa, e due furgoni appartenenti alle ditte cinesi sequestrate, altri possibili ricoveri per la notte. Il nostro tour termina in via Bicchierai, davanti alla sede del Genio civile; da dieci giorni intorno ai cassonetti dell' immondizia sono sparpagliati televisori, batterie delle auto e vari rifiuti che non vengono raccolti dall' Asm. Secondo gli abitanti derivano da una lavorazione cinese. Forze dell'ordine sono state più volte chiamate, le ronde dei militari passano tutti i giorni, ma via Fratelli Casotti resta una sorta di banlieu a ridosso del centro.
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