Il Tirreno

Prato

Una storia d'amore in tempo di guerra conquista la giuria

Walter Fortini
In alto, a dx del titolo, il fantino Francesco Ferrari esulta per la vittoria del Palio dei ciuchi
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In alto, a dx del titolo, il fantino Francesco Ferrari esulta per la vittoria del Palio dei ciuchi

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 CARMIGNANO. E' bianco e giallo il San Michele 2010. Ha vinto la struggente storia d'amore di Bianca e Arrigo, pretesto per raccontare quella grande fabbrica città che è stata il dinamitificio Nobel a Comeana e la tragedia della guerra che ha sconvolto il mondo (e Carmignano) quasi settanta anni fa. Ed ha vinto nel palio la tenacia di Francesco Ferrari, fantino della contrada del leone portato in trionfo dai rionali e festeggiato, a notte fonda, con una pioggia di spumante, per un trofeo che mancava dal 2008. Ma è stata davvero una gara all'ultima busta e all'ultima curva quest'anno. Appassionante più che mai. Con una sorpresa: la rinascita del rione giallo anche in quel grande spettacolo di teatro in strada, sofisticato ma corale (e popolare), che è poi il cuore di questa festa inventata nel 1932 e da allora interrotta solo tre volte, giunta quest'anno alla sua quarantasettesima edizione. Il rione giallo è arrivato infatti terzo nella gara per la più bella sfilata: raccontando in modo colorato, allegro e fresco la storia di Briseide Favillini, carmignanese emigrata in America per amore, e gridando con lei - e con i volti dei tanti stranieri che oggi vivono a Carmignano, coinvolti nella sfilata: cinesi, africani, peruviani, rumeni ed altri ancora - che l'integrazione è possibile e basta solo volerla. Certo non sempre in modo efficace e con qualche sbavatura. Ma il dado è tratto.  Avanti di un punto e l'ultima busta da aprire. Che potesse essere di nuovo un duello tra bianchi e celesti, i giganti degli ultimi quindici anni della festa, molti l'avevano dato per scontato. E molti tra gli spettatori - tantissimi anche mercoledì sera, con le tribune tutte gremite e il cielo finalmente sgombro da nuvole - se avessero dovuto scommettere, avrebbero detto bianco. Ma i quindici giurati a cui spetta indicare la sfilata più bella a volte sono imperscrutabili. Ed anche se la maggior parte è gente che vive ed ama l'arte e il teatro, le sensibilità possono essere le più diverse. Lo sanno bene i rionali. Ed a volte può capitare l'imprevedibile. Ogni giudice, cinque a sera, stila la sua classifica: la commissione poi attribuisce 5 punti al primo, 3 al secondo, 2 al terzo e 1 al quarto. E nessuno sa nulla fino all'ultima sera. Così sabato i bianchi erano primi con 19 punti, ma è bastata la sfilata di domenica per bruciare i tre di vantaggio sul celeste ed essere superati di altri tre. E mercoledì notte, quando mancava solo l'ultima busta da aprire, la contrada della torre era sì tornata prima. Ma di un solo punto. E tutto sarebbe stato ancora possibile. Alla fine è finita con i bianchi a 55 punti, i celesti a 52, i gialli a 34 e i verdi a 24. L'annuncio alle una e mezza di notte. Erano le 1.25 quando mercoledì il sindaco Doriano Cirri ha dato l'annuncio del rione vittorioso dalla vasca al centro di piazza Vittorio Emanuele II, rompendo la trepida attesa dei contradaioli, ognuno nel suo angolo della piazza: i bianchi e i gialli sotto il palazzo comunale, i verdi al Cancellone, i celesti sulla tribuna che guarda via Roma, qualcuno con le bandiere sulle spalle, a mo' di mantello ma pronte ad essere agitate, grandi e piccini, mamme con in braccio i bambini e anziani con diverse primavere. Il sindaco legge una delle motivazioni: testo e storia ben curati, costruzioni eccezionali, cura nei costumi, coinvolgente, una rappresentazione quasi cinematografica... Poi si ferma, un attimo di suspence prima di dire il colore del rione e la piazza scoppia finalmente in un grido liberatorio. Gabriele Bellini, capo rione, alza il trofeo - era dal 2007 che la contrada non vinceva - e Stefano e Simone, giovani registi, vengono portati in trionfo. Poi la dedica: ad Ermanno ed Alvaro, protagonisti di tante sfilate e che ora non ci sono più. Una corsa all'ultima curva. Mezzora prima si era invece corsa l'ultima delle tre gare del palio dei ciuchi: quattro giri lungo l'anello di due piazze ed una via, con bandiere che sventolano e cori da stadio, in groppa a quattro quadrupedi raglianti sorteggiati di sera in sera tra le contrade. Era la gara decisiva e possibili quasi tutti i risultati. Ma è stata fin da subito una corsa a due, tra giallo e celeste, spalla a spalla e con più di un sorpasso. L'ha spuntata la contrada del leone e Francesco Ferrari ha tagliato per primo il traguardo. Il verde ha rinunciato, il bianco è stato doppiato. Ma se domenica il fantino del celeste non fosse stato squalificato, colpa una pacca di troppo all'animale, per un punto il palio sarebbe stato della contrada dell'Arcangelo.

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