Sicurezza
Gli ex datori di lavoro contestano un ammanco di 150.000 euro
Ragioniere a giudizio per truffa, falso e appropriazione indebita
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Laula del Tribunale 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Un ragioniere pratese ora in pensione, Mario Orlandini, è sotto processo con le accuse di appropriazione indebita, falso, truffa e distruzione di corrispondenza. I soci della Deanna srl, un'azienda tessile, e la Procura lo accusano di essersi messo in tasca circa 150mila euro nel corso di alcuni anni durante i quali ha curato la contabilità dell'azienda, grazie a una lunga serie di bonifici bancari. Orlandini, difeso da Gabriele Capetta e Piergiovanni Mori, è andato in pensione alla fine del 2005. Alcuni mesi dopo i soci della Deanna hanno scoperto delle presunte irregolarità nei bilanci dell'azienda e hanno puntato il dito contro l'ex ragioniere presentando un esposto in Procura. Il caso è quantomai controverso, perché sono tutti d'accordo sul fatto che i soldi sono finiti nel conto corrente dell'imputato, ma quest'ultimo sostiene che i bonifici sono sempre stati controfirmati dai due soci dell'azienda, mentre i suoi ex datori di lavoro sostengono di aver firmato delle carte alle quali poi il ragioniere avrebbe aggiunto altri dati a loro insaputa. Orlandini è stato alle dipendenze della Deanna srl dal 1993 al 2005, ma i presunti ammanchi sarebbero avvenuti negli ultimi anni. Molti dei reati contestati sono ormai caduti in prescrizione, sugli altri deciderà a dicembre il giudice Anna Primavera. Al processo hanno già deposto tutti i testi dell'accusa e alla prossima udienza toccherà a quelli della difesa, prima di un verdetto non facile. Mario Orlandini si è sempre professato innocente, sostenendo che tutte le operazioni contabili erano autorizzate dai titolari della società.
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