Il Tirreno

Prato

Prato avara di innovazione

Alessandro Pattume
Prato è quarta in Toscana per numero di brevetti
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Prato è quarta in Toscana per numero di brevetti

Tra gli effetti della crisi anche il calo del numero di brevetti

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 ARTIMINO. Investimenti uguale brevetti, brevetti uguali sviluppo, sviluppo uguale alta tecnologia, nicchie di mercato, nuova occupazione. Il rapporto di Artimino sullo sviluppo locale 2010 è dedicato alle città dell'Innovazione in Italia e in Europa. Prato, nonostante sia la quarta città in Toscana per numero di brevetti, non rientra nell'elenco.  Innovazione codificata.Il brevetto significa, in sostanza, innovazione codificata. Il che presuppone, a monte, un lavoro di ricerca più o meno strutturato. Nello studio che Alberto Gherardini, ricercatore ed esperto di stategie dello sviluppo locale all'università di Firenze, ha fatto sui brevetti europei concessi ad aziende italiane tra il 1995 e il 2004, Prato risulta la quarta città toscana in elenco con 127 brevetti concessi. Dopo Firenze (586), Siena (169) e Lucca (167) ma prima di Pisa (107), una delle tre toscane considerate dal rapporto 2010 di Iris ricerche "città dell'innovazione". L'anomalia pratese, almeno in questo ambito, consiste in un semplice dato. La maggioranza dei brevetti europei concessi ad aziende appartenenti al sistema pratese rientrano nel campo della meccanica (70). Il tessile, la colonna portante, ne ha fatti registrare solo 21. Il giovane ricercatore dell'università di Firenze tira in ballo il Veneto e per la precisione Montebelluna, sede di un distretto calzaturiero di rilevanza mondiale. Eppure è un paese di conta poco più di 30mila abitanti. «La presenza di un'azienda trainante come la Geox ha fatto la differenza - spiega - Soprattutto sono stati fatti forti investimenti nell'innovazione codificata (brevetti) che hanno portato alla creazione di vere e proprie nicchie di mercato. I distretti toscani invece, che pur vantano una tradizionale specializzazione - aggiunge - Non hanno fatto registrare particolari invenzioni di prodotti riconducibili a ricerca e sviluppo formalizzati poi in brevetti. E' evidente allora - conclude - Che il sentiero di sviluppo intrapreso non ha ancora scelto la via formale».  Brevetti. Una questione di sentieri insomma. Tra intraprendere ma soprattutto, evidentemente, da scegliere con consapevolezza. Le imprese pratesi cui sono stati concessi più brevetti, nel periodo compreso tra il 1995 e il 2004, sono l'Ariete (14), anche se ha sede a Campi Bisenzio, e la Tecnorama (13), legata alla chimica delle tintorie e all'automazione industriale. Non mancano naturalmente Furpile (1), la Filatura Super Geelong (1) di Vaiano, per fare un altro esempio, oppure la Tintoria Rifinizione Nuove Idee (2).  Poi è arrivata la crisi e anche i brevetti legati all'industria tessile subiscono una flessione. Nell'analisi delle domande di brevetti europei presentate tra il 2006 e il 2009, per esempio, la media delle domande è rimasta praticamente identica. Ma se a mantenersi stabili sono anche le richieste legate alla meccanica, il mondo tessile presenta appena qualche conferma. Quelle della Unitech di Montemurlo, che fa registrare una spazzola rotante appena certificata, la Egisto Lenzi, che possiede un vero e proprio laboratorio di ricerca, oppure la Coramtex, rappresentante di macchine tessili.

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