La protesta
«La ferita con la città non è ancora sanata Ciuoffo ci farà ripartire»
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Il parlamentare Pd Antonello Giacomelli3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Antonello Giacomelli, parlamentare del Pd, è uno sostenitori "eccellenti" della candidatura di Ciuoffo. Ma ci tiene subito a fare due premesse. Che non è lui il promotore di questa candidatura. Di più, spiega: «non è questo l'esito del congresso che mi auguravo e per cui ho lavorato». Per partire dalla prima domanda - perché ha scelto di sostenere Ciuoffo - bisogna allora fare un passo indietro, alla gestione Ferranti. «In quei mesi di transizione non si è mai affrontato fino in fondo il tema del partito, il rapporto con la città, il cambio di passo che era necessario dare». Come l'avrebbe voluto questo congresso? «Il congresso era l'occasione per una discussione di questi temi che portasse a uno sbocco unitario. Ho provato fino all'ultimo a convincere Ferranti perché rendesse possibile questo percorso». Cosa gli contestava? «L'ho invitato a non dare per scontato che nel partito ci fosse una tacita volontà di andare avanti. C'erano tante riunioni di giovani che esprimevano un malessere. Bisognava dare spazio al dibattito senza esiti precostituiti. C'è una linea espressa da Ferranti, e su cui si candida Bugetti, secondo la quale Cenni è un incidente di percorso, con le Regionali si è già sistemato tutto, chiusa questa parentesi tutto ricomincerà come prima». Invece? «Cenni è una risposta sbagliata, è un'illusione, una delusione. Ma il problema di un'insoddisfazione profonda della città è ancora vivo. Riconquistare la legittimità di governare è questione tutt'altro che risolta, e ci impegna tutti. E poi mi è sembrato che si siano trovati troppi punti di convergenza con Cenni, per esempio sulle partecipate». Com'è nata allora la candidatura Ciuoffo? «Bisogna chiederlo a chi l'ha proposta. E' un progetto dei giovani. In Ciuoffo si è individuata una persona che anche nell'ultima fase di governo del centrosinistra è stata capace di affrontare i grandi temi della città. Io ho stima di entrambi i candidati. Ma è un fatto che Bugetti si candida su una linea che io non ho condiviso. Dobbiamo affrontare i problemi che non siamo stati capaci di affrontare in passato: l'immigrazione, la convivenza, il distretto». A proposito di immigrazione, qualcuno ha visto l'incontro del sindaco da Maroni come un modo di ricalibrare da Roma la politica della giunta sui controlli ai cinesi. Lei cosa ne pensa? «Credo che una valutazione di questa strategia mediatica e spettacolare, ma anche cattiva, sia già stata compiuta in organismi più vicini al territorio e che il bilancio sia del tutto insoddisfacente. Non si sono prodotti risultati in termini di sicurezza e legalità; invece si sono inasprite le tensioni, si sono allontanati quei cinesi che in buona fede si erano avvicinati alle istituzioni. La destra ha raccolto un'esigenza giusta espressa dai cittadini, ma dovrebbe usare strumenti di governo, a partire dalla riorganizzazione della città». Tornando al congresso, avremo il solito corredo di malanimi duraturi? «Io la penso come Franceschini e come Bersani. Si discute, ci si confronta, ma senza mai dimenticare che la ditta è una sola. E dal giorno dopo si lavora insieme». C'è la corsa a presentarsi come il candidato di rinnovamento. Per lei è Ciuoffo? «Non voglio dare patenti, non ho titoli. E poi certe etichette: i rinnovatori, i conservatori, l'apparato... Quando le usiamo troppo nascondiamo altro. Il Pd è chiamato a un cambiamento profondo, a ritrovare la sintonia con la sua gente. Ciuoffo rappresenta questa linea politica». C'è già chi punta il dito sulle "macchie nere" nei due schieramenti, indicate come "l'apparato". Riparte la caccia ai manovratori? «Non mi piace quando le etichette si attaccano alle persone come una condanna. Serve solo a indebolire il confronto politico e a scavare solchi. Altro discorso è che nel Pd va superata la logica che considera la politica una fonte di reddito. Di questo si dovrà discutere, perché bisogna essere liberi di attaccare o dissentire senza vincoli di sorta».
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