Il Tirreno

Prato

Braccio di ferro tra Asl e dipendenti per cui «l’automedica non è funzionale specialmente in caso di incidenti in strada»

Medici del 118 pronti a scioperare

Alessandra Agrati
Medici del 118 pronti a scioperare

Gli iscritti al sindacato Snami: «La nuova organizzazione del servizio non va bene»

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PRATO. I medici del 118 iscritti allo Snami minacciano uno sciopero se l'Azienda sanitaria domani farà partire il nuovo servizio di automedica, così come previsto nel piano di riorganizzazione del servizio di emergenza del 118 voluto appunto dall'Asl 4. «La nostra protesta - spiega il responsabile regionale Giovanni Di Luccio - nasce dalla convinzione che il servizio così come è stato previsto dall'azienda non garantisce la qualità necessaria, inoltre la riorganizzazione è avvenuta senza consultarci, nonostante il primo di settembre avessimo inviato una lettera in cui si chiedeva un incontro».

I medici dello Snami da quasi 18 mesi alzano la voce per protestare contro le scelte dell'Asl. «Abbiamo ottenuto che due centri di primo soccorso, quello di Montemurlo e di Prato centro non venissero chiusi - spiega Di Luccio - ora lottiamo per ottenere un servizio migliore in fase di trasporto del malato». In realtà il servizio di Prato centro si svolge su un'ambulanza che in caso di bisogno può essere chiamata.

I medici, infatti, sostengono che l'automedica non è funzionale per due motivi; in caso di soccorso sulla strada non c'è lo spazio per visitare e accogliere il ferito, inoltre l'ambulanza parte solo in caso di codice rosso ovvero se c'è pericolo di vita, in tutti gli altri casi viene mandata l'automedica. Il dottore valuta se è necessario il ricovero e in quel caso viene chiamato il mezzo di soccorso con la conseguente perdita di minuti preziosi, che in alcuni casi possono essere determinanti.

«Esiste anche un altro problema - spiega Giuseppe Cecere - in quanto ogni associazione di volontariato, in virtù di un accordo regionale, garantisce al 118 una sola ambulanza, quindi se la prima è impegnata nel trasporto non è possibile averne a disposizione una seconda in caso di una chiamata urgente». Di fatto su tutto il territorio sono presenti tre ambulanze destinate al servizio, un numero che i medici dello Snami reputano insufficiente.

«La nostra protesta - continua Di Luccio - parte da dati oggettivi che con grande fatica siamo riusciti ad ottenere dall'azienda sanitaria: questo servizio non è efficiente e spesso comporta l'utilizzo di due mezzi, con un conseguente aumento della spesa. Le risorse per la sanità sono poche e per tanto è necessario investire in modo proficuo». Se l'azienda non rivedrà la sua posizione i medici, che all''interno del sindacato vantano la quasi totalità degli iscritti, (23 su 30), questa volta sono determinati ad organizzare una protesta concentrata ma decisa: «Speriamo di non essere l'unica voce che si alza contro questa riorganizzazione - spiega Di Luccio - anche perché è un disservizio per il cittadino.

La nostra controproposta è di dotare le ambulanze anche di un infermiere in modo da creare un'equipe completa in grado di affrontare qualsiasi tipo di intervento». L'equipaggio dell'auto medica, infatti, è formato da un medico e da un infermiere, ma manca lo spazio per il trasporto, mentre quello delle ambulanze è composta dall'autista, il medico e i volontari delle varie associazioni. Lo Snami entro l'anno aprirà una sede provinciale a cui potranno aderire medici, infermieri e personale amministrativo.

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