Sicurezza
«Il distretto si salva diversificando»
Il sindaco Cenni ad Artimino cita Obama e rilancia il ruolo del Creaf
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CARMIGNANO. Cita Obama, rilancia il Creaf e lancia la sfida a tutti i presenti: trovare qualcosa con cui diversificare la produzione pratese. E' un Roberto Cenni a tutto tondo quello che ieri ha aperto, insieme ad Albino Caporale, responsabile della gestione programmi comunitari di sviluppo della Regione, i lavori degli "Incontri di Artimino per lo sviluppo locale" promossi dall'istituto di ricerche Iris. La ventesima edizione. La summa di tre anni di lavoro sull'innovazione in Italia. «Il lavoro triennale sull'innovazione degli "Incontri di Artimino" è servito alle istituzioni per mettere meglio a fuoco i propri obbiettivi - ha spiegato Caporale - Insomma, ne sono nati indirizzi precisi per le politiche regionali e questo spero che possa accadere ancora in futuro». Innovazione e ricerca. Tre anni che si chiudono con il rapporto 2010 sulle "Città dell'innovazione in Italia e in Europa" a cura di Carlo Trigilia e Luigi Burroni. Lo stato delle cose sull'innovazione, un luogo dove non solo Prato, ma tante altre realtà dovranno rivolgere lo sguardo se vogliono pensare in positivo al proprio futuro. Si è detto d'accordo anche il sindaco di Prato Roberto Cenni, che ha salutato la platea della Villa Medicea di Artimino rilanciando il Creaf (Centro di ricerca e alta formazione) ma soprattutto ponendo ai presenti una domanda cruciale per il futuro di Prato. Come diversificare la produzione del distretto? «E' giusto trattare il tema dell'innovazione in Italia nel 2010 ed è giusto che lo faccia, soprattutto, un Distretto che ha un gran bisogno di prospettive nuove come quello pratese - ha esordito Cenni - Ma non si possono paracadutare nuovi settori produttivi su un territorio come se nulla fosse. E' la politica che ha il dovere di favorire la loro nascita. Per questo - ha aggiunto - Noi dobbiamo attivare il Creaf il più velocemente possibile e mettere in contatto le imprese con la conoscenza, con l'alta tecnologia». Diversificazione. Qualcosa evidentemente è cambiato. Soprattutto nelle idee del sindaco Cenni, che poco meno di un anno fa, in un infuocato consiglio comunale datato 17 novembre 2009, definì il Creaf «uno scatolone inutile». Adesso invece cita Obama e lancia la sfida ai presenti. «Oggi tutto il mondo vuol uscire dalla crisi rincorrendo la produttività - spiega - ma credo che puntando solo su questo non si vada da nessuna parte. Mi chiedo invece se non sia possibile immaginare qualcosa di complementare, come sostiene il presidente Obama. Impegnarsi cioè a tenere alta la produttività ma al tempo stesso - conclude - raccogliere la grande sfida del nostro territorio e utilizzare l'innovazione per creare davvero qualcosa di complementare e alternativo al settore tessile». Made in Italy. Un vero e proprio affondo all'Europa. Dal viaggio di Rossi in Euroopa a Prato il passo è breve. «Il dossier sul Made in Italy giace a Bruxelles dal 2005 ma io mi chiedo secondo quale principio un consumatore non possa conoscere il paese dove è stata realizzata la giacchetta che ha appena comprato - s'infervora il sindaco - Dall'Europa ci aspettiamo la capacità di fare della politica complessiva, invece è chiaro che il contesto dello sviluppo economico non si sviluppa a livello europeo ma nazionale».
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