Il Tirreno

Prato

Fumata nera per il "Made in"

G.C.
Un’azienda tessile
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Un’azienda tessile

Ora si punta su regole a tutela della salute

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 PRATO. Ritorno amaro, in tutti i sensi, per la delegazione pratese guidata dal presidente regionale Enrico Rossi, di cui facevano parte anche il vicesindaco Goffredo Borchi e il presidente provinciale Lamberto Gestri, ieri a Bruxelles per incontrare il vicepresidente della commissione europea Antonio Tajani. Amaro perché l'incontro non ha portato buone nuove e poi perché la delegazione si è trovata nel bel mezzo di uno sciopero dei controllori di volo.  Il presidente della Regione Toscana Rossi ha consegnato a Tajani una proposta relativa alla tracciabilità del prodotto e al Made In. «Purtroppo - ha commentato Borchi - abbiamo però capito che all'interno della Comunità europea gli interessi non sono convergenti sul Made in. E' un traguardo che appare ancora molto in lontananza. Per questo abbiamo convenuto di spostare l'attenzione sull'aspetto sanitario cercando di ottenere una normativa molto più restringente sulle caratteristiche dei prodotti che arrivano dall'Oriente e dalla Cina in particolare. Qualcosa di simile a quella che è stata approvata dalla Commissione Europea sui giocattoli».  «Di fronte alla strada complicata della difesa del tessile sul fronte delle etichettature, chiediamo a Bruxelles - ha detto il presidente Rossi - di adottare un regolamento che consenta di tutelare i consumatori contro la nocività di alcuni prodotti che non rispettano le regole».  In sostanza, secondo il presidente Rossi, si tratterà di mettere nero su bianco tutti i dati che dimostrano come alcuni prodotti di abbigliamento costituiscano un serio problema alla salute, a partire dalle malattie della pelle. «Sui temi della salute - ha osservato Rossi - sarà possibile convincere anche quei Paesi del nord Europa, che invece si oppongono alla difesa del tessile con marchi di origine».

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