Il Tirreno

Prato

Sfilano pezzi di storia paesana

Sfilano pezzi di storia paesana

Il rione Giallo ricorda i migranti toscani e coinvolge gli immigrati stranieri

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 CARMIGNANO. Festa bagnata... e un po' sfortunata. Sabato sera è piovuto per mezzora abbondante, per tutta la sfilata dei verdi. Ieri pomeriggio, con un pubblico già numeroso, è piovuto ancora fino alle quattro e mezzo. Per la pioggia si è rotto anche il mixer sostituito però a tempo di record.  Ma la magia del San Michele, due ore di teatro "in" strada e di agguerrita competizione tra le quattro contrade di Carmignano, alla fine ha preso ugualmente forma. Come ogni anno. Con applausi a scena aperta, sguardi incantati, il debutto del gruppo storico del paese e la piazza gremita.  Dopo una notte o un pomeriggio ti rimane la plastica maestosità dei carri vestiti di uomini e tessuti del rione celeste, i volti carichi di espressione degli appestati o le decine e decine di minuscole mongolfiere illuminate e lanciate in aria a disegnare quasi una nuova costellazione immaginaria. I celesti rievocano l'arrivo di San Francesco nel 1211 e nel racconto prendono forma i quadri della chiesa che fu il primo convento del frate, spunto per raccontare altrettanti momenti della storia del paese. Ci sono donne, uomini e bambini e c'è anche Gino Borgioli, 90 anni e una vera istituzione, il figurante più anziano di tutta la festa.  Ti colpisce la grande rappresentazione corale del rione bianco e i loro carri giganteschi, stilizzati eppure estremamente realistici: la ciminiera, la fabbrica, soprattutto il grande treno. In piazza, si dice, sfilano quasi 350 persone e il loro è un grande affresco in bianco e nero con qualche tinta rossa, come s'addice agli anni tristi della guerra. Parecchi anni fa raccontarono le deportazioni durante la seconda guerra mondiale. Quest'anno hanno deciso di aprire i cancelli della Nobel, il dinamitificio tra l'Arno e l'Ombrone, a Comeana, ora ricoperto dal bosco ma dove nel 1943 lavoravano, ogni giorno, più di 3500 carmignanesi. Hanno deciso di farlo attraverso i ricordi e le emozioni di Bianca, che in quegli anni lavorava alla Nobel e scrive al marito al fronte da dove non tornerà.  La sfilata dei verdi è un grande racconto sul tempo. Sulla piazza si srotolano metri e metri di tessuto, che diventano gli strati che si accumulano nel pozzo millenario della storia. Un po' come quando l'archeologo inizia a scavare. Giocano con i costumi, che cambiano forma e diventano essi stessi scenografie: una manica che si allunga, un girotondo ed ecco il muro del Barco Reale. E nel riflettere sul tempo raccontano naturalmente anche la storia del Montalbano, con più di un carro ad effetto.  Ma di questi primi due giorni di San Michele rimane anche la grande prova dei gialli. Da troppi anni sono la contrada Cenerentola. Quest'anno anche la loro sfilata - una racconto sugli italiani (e i toscani) che un tempo emigravano in America, con i volti e i colori degli immigrati che oggi abitano invece a Carmignano: cinesi, rumeni, peruviano, albanesi, africani, anche loro in piazza - aveva corpo, cuore e trovate originali. Scenografie rinnovate, leggere. E attenzione ai particolari. Non sappiamo chi vincerà. Il verdetto spetta a quindici giudici, cinque a sera, e sarà svelato solo dopo il gran finale di mercoledì sera. Ma la festa ha già vinto. W.F.

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