Il Tirreno

Prato

Casalinghe, operaie e impiegate tra le squillo. Incontri di coppia e di gruppo in case del centro

Prato a luci rosse, 3 arresti

Pasquale Petrella
Sopra, il luogo dove venne ritrovato il cadavere di Ponzecchi
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Sopra, il luogo dove venne ritrovato il cadavere di Ponzecchi

In galera due donne e un professionista insospettabili

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 PRATO. Sesso a pagamento e droga. Incontri di coppia e orge collettive, soprattutto in appartamenti del centro storico. Donne e uomini normali e insospettabili di giorno, coinvolti in un vorticoso giro a luci rosse di notte. E' un vaso di Pandora quello che si è aperto davanti agli uomini della squadra mobile che stanno indagando sulla morte del rappresentante Enrico Primo Ponzecchi, trovato cadavere la mattina di Ferragosto, e che ieri ha portato all'arresto di altre tre persone, due donne ed un uomo.  E se una settimana fa le porte del carcere si sono aperte per tre cinesi: la prostituta Shen Wenjing di 45 anni nella cui abitazione è morto Ponzecchi e due suoi familiari che l'hanno aiutata a disfarsi del corpo del rappresentante pratese, ieri i provvedimenti restrittivi sono stati emessi nei confronti di tre italiani. Alla casa circondariale della Dogaia è finito Renzo Ferretti, 60 anni, originario di Pistoia, residente a Vaiano, ma molto conosciuto a Prato col soprannome di «Starino» perchè in passato titolare di uno studio fotografico. A Sollicciano, nella sezione femminile, sono finite invece Rossana Malizia, 54 anni, impiegata in una stireria e Giuseppa Ingoglia, 41 anni, casalinga e originaria di Cammarata (Agrigento), entrambe residenti in città. L'accusa principale per tutti e tre è quella di favoreggiamento della prostituzione ma per la sola Malizia si parla anche di estorsione.  Nelle mani degli inquirenti ci sono decine e decine di numeri di telefono ai quali corrispondono altrettanti nomi. E ora tremano professionisti, industriali e commercianti, moltissimi dei quali già interrogati in questura, altri potrebbero essere chiamati a breve visto che gli esami intrecciati delle schede telefoniche stanno facendo emergere una realtà molto estesa sul mercato del sesso a pagamento che esiste a Prato.  Nello sviluppo delle indagini sulla morte di Ponzecchi emerge anche la figura di un giornalista pratese. Sarebbe lui l'italiano denunciato insieme ai tre orientali, che invece sono finiti in carcere, per l'occultamento del cadavere. Una posizione, la sua, rimasta in ombra grazie all'ampia collaborazione che ha avuto con la procura e con gli investigatori.  In questo nuovo filone dell'inchiesta, secondo l'ordinanza chiesta dal pubblico ministero, Ferretti non solo sarebbe colui che ha presentato Shen Wenjing a Ponzecchi ma avrebbe anche avuto contatti con Malizia e Ingoglia per reclutare ragazze, anche molto giovani, e donne da presentare a uomini italiani per incontri sessuali a pagamento.  Un'attività vorticosa che aveva portato i tre a creare un giro di squillo di donne insospettabili e tanto irreprensibili in famiglia quanto più o meno disponibili fuori per incontri sessuali ed orge a pagamento. La necessità di portare a casa un po' di soldi per far fronte alla povertà della famiglia per alcune, la voglia di un tenore di vita più alto per altre. Tutte pronte a concedersi senza troppi rimorsi. Ed anche di queste donne gli investigatori hanno numeri di telefono, nomi e cognomi e molte sono già state ascoltate in questura. Per loro solo un interrogatorio come persone informate sui fatti: in Italia prostituirsi non è reato; ma il contraccolpo non è di poco conto. E gli interrogatori stanno facendo emergere dal vaso di Pandora pratese una realtà vissuta in maniera godereccia e goliardica da una parte, quanto squallida e avvilente dall'altra.  Le due donne avrebbero cominciato loro stesse a prostituirsi, poi pur di compiacere sempre di più ai clienti e allargare il giro di affari avrebbero cominciato a proporre loro altre ragazze che coinvolgevano paventando il facile guadagno. I provvedimenti restrittivi riguarderebbero proprio questa seconda fase della loro doppia vita.

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