Sicurezza
I sassolini di Ciani: deluso dai giovani Pd
Alessandro Pattume
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Lorenzo Ciani «Privilegiano gli interessi personali. E non voterò mai Cautillo»
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PRATO. Dopo cinque anni da segretario del PD montemurlese e dopo mesi di silenzio, Lorenzo Ciani torna sotto i riflettori per togliersi i proverbiali sassolini dalle scarpe. Parole piene di delusione quelle del segretario uscente: per il partito e soprattutto per quella stessa classe dirigente che sarà chiamata eleggere il suo successore. Una riflessione impietosa sullo stato delle cose della sinistra montemurlese. Ciani, l'ultima intervista da segretario prevede per forza un bilancio. Come descriverebbe il suo? «Sono stati cinque anni importanti, un'esperienza sicuramente formativa a livello personale e politico. Ho trovato un partito pieno di contrapposizioni interne, una situazione amministrativa tremenda e certe vicende che hanno avuto ripercussioni tremende su tutta Montemurlo. Ho cercato di creare un gruppo dirigente nuovo, che condividesse in pieno certi obbiettivi, e dove, soprattutto, non vi fosse posto per certi personaggi che infatti si sono poi trovati dall'altra parte. Ecco, posso dire che la conquista di questi cinque anni è stata quella di aver fatto una scrematura importante nel Partito Democratico di Montemurlo». E della sua assenza dalla vita politica montemurlese negli ultimi mesi cosa dice? «Dico che sono il frutto di due congiunture. La prima è personale, legata alla necessità di laurearmi, mentre la seconda è politica, dovuta alla delusione di una classe dirigente giovane che ha finito per perdere di vista l'interesse collettivo in favore di quello personale. Per questo, anche se può sembrare un paradosso, sento che il PD montemurlese non mi rappresenta più. Questo riconoscendo comunque i miei limiti, che si sono manifestati soprattutto attraverso la poca determinazione mostrata in certi frangenti e nei confronti di certi individui e in una presenza poco costante. In questi mesi, quindi, mi sono sentito il caprio espiatorio di una situazione le cui cause non sono certo riconducibili solo a me. Devo anche dire però che ho conosciuto persone che mi hanno dato tanto a livello personale e che tutt'ora mi dimostrano il loro affetto». La classe dirigente che lei stesso ha fatto diventare tale l'ha delusa. «Esatto. Il mio obbiettivo è sempre stato quello di far coincidere le capacità di ciascuno con l'interesse collettivo, ma non è andata così. Si è perso questo tratto fondamentale e ognuno ha fatto le scelte più renumerative a livello personale. Quando prima dell'estate ho annunciato la mia indisponibilità, per esempio, ho proposto con forza di mettere su un gruppo di lavoro che arrivasse al congresso con una proposta seria. E adesso invece vedo solo lo smarrimento del partito di fronte all'unica candidatura venuta fuori». L'autocandidatura di Cautillo. Cosa ne pensa? «Per quanto mi riguarda non sarò mai disposto ad appoggiare una persona che non si è fatto problemi a ricattare il proprio partito in un momento di difficoltà come è successo l'anno passato. E spero che il PD montemurlese abbia l'amor proprio di trovare una via d'uscita seria, che guardi davvero al bene della città». Ci sarà ancora politica nel futuro di Lorenzo Ciani oppure no? «Certo che ci sarà la politica. Lascio quella montemurlese, anche se mi fa specie dirlo. Però penso che ci sia un'altra missione che valga la pena intraprendere. Credo infatti che Stefano Ciuoffo sia la testimonianza di un partito fatto di persone che hanno a cuore il destino del PD. E questo rispetto alla politica buona per tutte le stagioni che mi viene in mente quando penso a come è nata la candidatura di Ilaria Buggetti».
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