La manifestazione
Le scuole cattoliche d'élite? No, popolari
Miriam Monteleone
Il vescovo Simoni ha presentato l'offerta scolastica: «Quest'anno ospitiamo 3200 ragazzi»
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I bambini pratesi che frequentano scuole cattoliche sono 3200. Un numero che, anche quest'anno, conferma un significativo contributo del coordinamento cattolico all'offerta scolastica del territorio. Ma, a scanso di equivoci, il vescovo Simoni precisa: «Sono scuole parificate, non private e offrono un servizio pubblico». Lo zoccolo duro del lavoro svolto dal coordinamento delle scuole cattoliche è costituito dai 19 istituti religiosi destinati all'infanzia. In totale le scuole cattoliche distribuite a livello provinciale sono 23, per un totale di 37 sezioni. A presentare il lavoro degli istituti, in occasione del nuovo anno scolastico, sono stati ieri in palazzo vescovile monsignor Gastone Simoni, il coordinatore Roberto Macrì e don Massimo Malinconi.
«Le scuole cattoliche danno un notevole contributo all'offerta formativa del territorio- ha detto il vescovo Simoni- sono soggetti sociali e privati parificati che danno un servizio pubblico. Queste scuole non incidono pesantemente sullo Stato, come molti credono, anzi cerchiamo di aiutare le famiglie in difficoltà esentandole dalle rette». «Ci sono molti luoghi comuni da chiarire sulle scuole cattoliche - interviene Roberto Macrì - non sono scuole contro le pubbliche nè confessionali, anche se lavoriamo all'insegna della solidarietà e della spiritualità, le nostre non sono scuole d'élite ma popolari». «Le presenze straniere anche da noi sono in aumento- aggiunge- ormai i bambini cinesi e di altre etnie costituiscono il 7% della nostra popolazione scolastica. Negli ultimi anni sono aumentati anche i bambini con sostegno».
«Sono tutte scuole con certificazione di qualità- aggiunge don Malinconi- tra i nostri primi obiettivi c'è quello di essere un supporto per le famiglie. Alcune scuole sono legate a istituti religiosi o parrocchie, ma non abbiamo mai fatto discriminazioni. Accettiamo bambini di altre confessioni, senza problemi. Quanto alle rette, le cifre sono contenute». Ma visto che ormai le scuole cattoliche a Prato garantiscono una fetta importante dell'offerta formativa del territorio ci viene da chiedere se anche queste scuole paghino lo scotto dei tagli della riforma Gelmini. «Il dibattito politico in corso sulla Riforma Gelmini non è un argomento su cui siamo chiamati a rispondere direttamente- interviene Macrì- ci sono i nostri politici per questo, ma è evidente- e anche le istituzioni lo hanno confermato nella seduta straordinaria del consiglio comunale, dedicata nei giorni scorsi alla scuola- che questi tagli hanno portato a un peggioramento dei servizi scolastici e la cosa, ovviamente, riguarda anche noi». Per festeggiare l'inizio del nuovo anno scolastico il coordiamento delle scuole cattoliche ha organizzato un'iniziativa. Si comincia questa mattina alle 10 nella chiesa di San Francesco con la Messa presieduta da monsignor Gastone Simoni, con canti eseguiti dalle corali delle scuole. Alle 11,30 bambini, insegnanti e famiglie si sposteranno al Cassero per l'inaugurazione della mostra "A scuola con noi". «La mostra rappresenta una sintesi dei percorsi educativi- spiega Macrì- dei progetti e dei laboratori realizzati nelle nostre scuole nell'ultimo anno».
«Le scuole cattoliche danno un notevole contributo all'offerta formativa del territorio- ha detto il vescovo Simoni- sono soggetti sociali e privati parificati che danno un servizio pubblico. Queste scuole non incidono pesantemente sullo Stato, come molti credono, anzi cerchiamo di aiutare le famiglie in difficoltà esentandole dalle rette». «Ci sono molti luoghi comuni da chiarire sulle scuole cattoliche - interviene Roberto Macrì - non sono scuole contro le pubbliche nè confessionali, anche se lavoriamo all'insegna della solidarietà e della spiritualità, le nostre non sono scuole d'élite ma popolari». «Le presenze straniere anche da noi sono in aumento- aggiunge- ormai i bambini cinesi e di altre etnie costituiscono il 7% della nostra popolazione scolastica. Negli ultimi anni sono aumentati anche i bambini con sostegno».
«Sono tutte scuole con certificazione di qualità- aggiunge don Malinconi- tra i nostri primi obiettivi c'è quello di essere un supporto per le famiglie. Alcune scuole sono legate a istituti religiosi o parrocchie, ma non abbiamo mai fatto discriminazioni. Accettiamo bambini di altre confessioni, senza problemi. Quanto alle rette, le cifre sono contenute». Ma visto che ormai le scuole cattoliche a Prato garantiscono una fetta importante dell'offerta formativa del territorio ci viene da chiedere se anche queste scuole paghino lo scotto dei tagli della riforma Gelmini. «Il dibattito politico in corso sulla Riforma Gelmini non è un argomento su cui siamo chiamati a rispondere direttamente- interviene Macrì- ci sono i nostri politici per questo, ma è evidente- e anche le istituzioni lo hanno confermato nella seduta straordinaria del consiglio comunale, dedicata nei giorni scorsi alla scuola- che questi tagli hanno portato a un peggioramento dei servizi scolastici e la cosa, ovviamente, riguarda anche noi». Per festeggiare l'inizio del nuovo anno scolastico il coordiamento delle scuole cattoliche ha organizzato un'iniziativa. Si comincia questa mattina alle 10 nella chiesa di San Francesco con la Messa presieduta da monsignor Gastone Simoni, con canti eseguiti dalle corali delle scuole. Alle 11,30 bambini, insegnanti e famiglie si sposteranno al Cassero per l'inaugurazione della mostra "A scuola con noi". «La mostra rappresenta una sintesi dei percorsi educativi- spiega Macrì- dei progetti e dei laboratori realizzati nelle nostre scuole nell'ultimo anno».
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