Sicurezza
Controlli della Stradale al Macrolotto: sequestrata merce affidata ai cinesi da azienda italiana
Duro colpo agli autotrasportatori abusivi
P.N.
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Controlli della polizia stradale 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Un'azienda italiana che aveva affidato centinaia di capi d'abbigliamento a un autotrasportatore abusivo cinese rischia di vedersi confiscare la merce. E' uno dei risvolti di una serie di controlli effettuati giovedì dalla polizia stradale nella zona del Macrolotto. Complessivamente sono stati controllati 36 veicoli commerciali, dieci dei quali sono risultati non in regola: 24 le infrazioni contestate, per un totale di circa 20.000 euro di multe. In un paio di casi, come detto, è stato contestato il trasporto abusivo di merce che ha portato al sequestro di 1.500 capi d'abbigliamento, in vista dell'eventuale confisca che verrà decisa dalla Prefettura. Un autocarro è stato sequestrato perché l'assicurazione, scaduta a dicembre, non è stata rinnovata. Altri 5 autocarri sono stati sottoposti a sequestro amministrativo e sei patenti sono state ritirate. In gran parte, come ha spiegato la dirigente della sezione della polizia stradale, Fiorella Fornasier, i conducenti dei veicoli commerciali fermati sono cinesi. Spesso usano autocarri intestati ad aziende che non potrebbero essere utilizzati per il trasporto conto terzi. Non sono iscritti all'albo degli autotrasportatori e sovente si scopre che gli autisti non hanno un regolare contratto di lavoro (oltre alle contestazioni, partono dunque segnalazioni agli uffici competenti, per esempio all'Inps e all'Ispettorato del lavoro). Insomma, un piccolo Far west che prospera grazie alle tariffe concorrenziali praticate dai trasportatori abusivi e che genera una distorsione della libera concorrenza. Ne approfittano gli stessi cinesi, ma anche aziende italiane, come si è visto nel caso dei controlli compiuti giovedì. Al volante di uno degli autocarri controllati è stato trovato un pachistano che, nonostante non sia mai tornato nel suo paese d'origine negli ultimi 14 anni, ha esibito una patente pachistana rilasciata nel gennaio di quest'anno. Gliel'aveva confezionata e recapitata il cugino che vive in Francia. E' stato denunciato per guida senza patente e uso di atto falso. Un cinese di 51 anni, invece, è risultato clandestino. Già espulso nel 2005, è rimasto a Prato e per questo è stato arrestato e rilasciato ieri mattina. Aveva dato il nome di un connazionale regolare, ma la foto e le impronte digitali lo hanno smascherato.
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