Il Tirreno

Prato

Una donna all’origine del pestaggio, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna molto più severa

Condannato a due anni il picchiatore

Carabinieri durante un controllo
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Carabinieri durante un controllo

Venticinquenne aggredì un suo coetaneo in un bar di via Montalese

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 MONTEMURLO. Il pubblico ministero Laura Canovai aveva chiesto addirittura tre anni e otto mesi, dunque può dire di essersela cavata abbastanza bene Alessandro Ruggiero, 25 anni, condannato a due anni di reclusione per una brutale aggressione in un bar di Montemurlo.  Ruggiero, difeso dall'avvocato Massimo Taiti, è comparso ieri davanti al giudice dell'udienza preliminare Fantechi per rispondere di un episodio accaduto lo scorso 14 marzo. Era domenica e intorno all'ora di cena, il giovane entrò senza dire una parola nel Bar Babilonia di via Montalese, si diresse verso il bancone e colpì con un micidiale pugno al volto un suo quasi coetaneo, Filippo Santini di 23 anni. L'altro stramazzò al suolo in stato di semi-incoscienza, fu soccorso da un'ambulanza e portato prima al pronto soccorso dell'ospedale di Prato e poi ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Neurologia di Careggi per la frattura della mandibola e la distorsione del rachide cervicale.  L'aggressore fu riconosciuto da un avventore del locale e in serata si costituì alla Tenenza dei carabinieri di Montemurlo. Secondo quanto ricostruito a caldo dai militari, all'origine del pestaggio ci sarebbe stata una donna, l'ex fidanzata di Alessandro Ruggiero. Il giovane non avrebbe gradito le attenzioni dell'altro nei confronti della ragazza, forse scambiando un atteggiamento di amicizia per qualcosa di più importante, e decise di risolvere la questione con un pestaggio.  Da marzo è agli arresti domiciliari e ci rimarrà ancora per un bel po'. Ieri mattina, d'accordo col suo avvocato, ha chiesto di essere giudicato col rito abbreviato ma la Procura ha deciso di non fargli alcuno sconto, fatta eccezione per quello di un terzo previsto dal rito. Così il pubblico ministero ha chiesto una condanna molto pesante: tre anni e otto mesi, oltre a un risarcimento di 70.000 euro (con una provvisionale immediatamente esecutiva di 40.000 euro). L'aggredito, che ha assistito all'udienza, si era costituito parte civile per mezzo dell'avvocato Enrico Guarducci. Il giudice però ha contenuto la pena in due anni di reclusione, ordinando un risarcimento provvisionale di 8.000 euro.

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