Gioco
Teatro sotto le stelle a Carmignano
Walter Fortini
Via alla magia della festa del San Michele con la sfilata e il palio
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CARMIGNANO. I rioni, quattro in un paese e due frazioni che contano poco più di tremila abitanti, si preparano alla guerra che ogni anno a settembre scoppia a Carmignano. Una guerra un po' strana e che presto finisce, come recitava una canzone della contrada gialla qualche anno fa. Una guerra a colpi di teatro e con tanta passione. E infatti è proprio il teatro la cifra più caratteristica della festa di San Michele, che animerà il centro del capoluogo di Carmignano sabato sera dalle 21, domenica pomeriggio dalle 15.30 e di nuovo mercoledì sera alle 21. «Teatro spontaneo, ma importante e grandioso, ogni anno una magia» racconta l'assessore alla cultura di Carmignano Fabrizio Buricchi, per parecchi anni regista del rione celeste. Teatro dove musiche e coreografie si alternano a recitazione, costumi e carri, tutti preparati notte facendo nei cantieri dei rioni. Teatro non di strada ma "in strada", come finalmente campeggia a grandi lettere sui manifesti della festa e come sottolinea anche Antonio Cirri, neo presidente del comitato che l'evento organizza assieme al Comune. In prima fila anche la Provincia. «Crediamo che il San Michele abbia un passato ma anche un futuro - dice l'assessore alla cultura Edoardo Nesi - E per questo lo sosteniamo con interesse e passione». Certo dopo la sfilata dei quattro rioni, che non coinvolge mai meno di mille persone e occupa un paio di ore, c'è anche un appassionante palio dei ciuchi: quattro giri lungo l'anello di due piazze ed una via, con i fantini scelti dalle contrade e i quadrupedi, dalla falcata imprevedibile, assegnati ogni sera con sorteggio. Ma di pali in Toscana ce ne sono tanti, mentre di paesi che si trasformano in un grande palcoscenico naturale sotto le stelle assai meno. Ed ancor più raro è che siano gli stessi abitanti ad improvvisarsi, con grande successo, scenografi, attori, ballerini o registi. Dietro e davanti le quinte ogni rione impegna dalle 200 alle 500 persone. «Ed è questo che della nostra festa dobbiamo valorizzare» pungola sempre Antonio Cirri. «E' un'autentica festa di popolo, dove ogni sfilata è un racconto per immagini che ci consente di non dimenticare episodi della nostra storia che altrimenti andrebbero persi» evidenzia il sindaco Doriano Cirri. Storie vere o leggende, che parlano di Carmignano. Ma il San Michele è anche un evento dalle grandi potenzialità turistiche: ventimila spettatori in tre sere. «Venite a Carmignano per un giorno intero e visitate la Rocca, il museo del vino, la Visitazione del Pontormo e lo spazio Moretti - consiglia Buricchi - Magari fermatevi anche a mangiare in uno dei nostri ristoranti». E poiché le storie raccontate dalle contrade cambiano di anno in anno e lo spettacolo non è mai uguale a se stesso, tornateci. Ad aprire quest'anno il corteggio sarà il neonato gruppo storico di Carmignano: trenta persone e sei tamburini. Un debutto, dopo la prima uscita l'8 settembre a Prato. E poi degustazioni al Museo del vino e due mostre: una retrospettiva su Umberto Bigagli, in sala consiliare, e un'installazione di Luigi Fatichi e Aldo Nurci allo Spazio Moretti.
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