Il dolore
Segretario Pd, si va alla conta
Cristina Orsini
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Il segretario Bruno Ferranti durante la conferenza stampa Ciuoffo resta in campo, Ferranti non dice no, Bugetti rimane in sospeso
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PRATO. Un passo indietro di Bruno Ferranti. Un passo avanti di Stefano Ciuoffo. Immobile, per ora, Ilaria Bugetti. Sono le ultime ore affannate e confuse prima dello stop definitivo - questa sera alle 20 - alle candidature alla segreteria provinciale del Partito democratico. Ore decisive e convulse. Il segretario uscente Ferranti ha messo a disposizione la sua candidatura: «Sono disponibile a ritirarla - ha ufficializzato ieri - affinchè il partito possa trovare la piena condivisione su un nome che riporti l'unità». Ha parlato di «rischio che il congresso si trasformasse in un luogo di discussione delle beghe interne del partito invece che dei problemi della gente e della città». Ha parlato di «mancato rinnovamento perché dai giovani non è emersa una propria candidatura», e ha ribadito «che il Pd pratese deve utilizzare la fase congressuale per discutere e trovare una piattaforma di progetti che aiutino Prato a uscire dalla crisi, tanto credibili e condivisi da condurre alla vittoria elettorale del 2014». Ma ha anche precisato che resterà in campo se il passo indietro, «decisione di responsabilità e unilaterale», non dovesse avere un corrispettivo. Ovvero se anche l'altra parte del partito, oggi rappresentata dal candidato alla segreteria Stefano Ciuoffo, non venisse messa in discussione. Ferranti non ha aperto ad altri nomi. Non ha inviduato l'alternativa. Ma ha fatto intendere che uno possibile potrebbe essere quello del sindaco di Cantagallo, Ilaria Bugetti. «Nella rosa di nomi che sono stati fatti in questi giorni - ha spiegato - quello di Bugetti è certamente uno sul quale riflettere». Situazione scivolosa. Altamente a rischio. Lapidaria la candidata in pectore: «Sarò disponibile a valutare solo una soluzione condivisa e che unisca». Il sindaco di Cantagallo, quindi, scenderà in pista solo se sarà libera da altri contendenti. Ma probabilmente è già troppo tardi. «La condivisione sul suo nome - è la riflessione che viene fatta "dall'altra parte", quella ampiamente trasversale (le adesioni sono pubblicate sopra) che appoggia Ciuoffo - c'era ed era piena. Ma poi abbiamo visto tentennamenti, sentito parlare di ticket, visto indecisioni. Il partito ora ha bisogno di altro». Niente pasticci, insomma. Tanto più che l'ex assessore Ciuoffo non è disponibile - almeno fino a questo momento - a ritirarsi dal confronto. Il perchè lo spiega lui stesso: «Un gruppo importante di giovani dirigenti e amministratori del Pd ha chiesto la mia disponibilità a candidarmi alla segreteria. Non ho potuto sottrarmi. Sono stato conquistato dal loro entusiasmo e dalla loro determinazione». Ed è andata così. I cosiddetti giovani: Matteo Biffoni, mariniano, Alessio Beltrame, franceschiniano, Gabriele Bosi, bersaniano (forse con quale perplessità in più, ma alla fine convinto) sono solo alcuni dei nomi - hanno lavorato per la candidatura. «E non è stato facile - spiega uno di loro - presentarsi in una riunione (a Coiano ndr) e pubblicamente dire che c'era bisogno di un altro passo di marcia». Fare lo "strappo" insomma: «Decidere che aldilà delle appartenenze, dell'essere ex Ds o ex Margherita - è stato il ragionamento - spetta alla classe dirigente del futuro decidere il "comandante"». Che accadrà? Quasi inevitabile "la conta".
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