Il Tirreno

Prato

In barca si mangia montemurlese

Alessandro Pattume
L’assessore Giancaterino
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L’assessore Giancaterino

Gli alimenti del territorio andranno a riempire le cambuse

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 MONTEMURLO. Montemurlo s'avvicina al mare. Non sono le conseguenze di un improvviso quanto silenzioso movimento tellurico ma molto più semplicemente di un progetto pilota della Regione, chiamato "Cambusa", di cui la Filiera Corta di Montemurlo sarà il coordinatore regionale. In pratica i prodotti tipici del Comune della Rocca, e in futuro quelli di molte altre filiere corte della Toscana, andranno a rifornire le dispense e a imbandire le tavole delle imbarcazioni ormeggiate nel porto di Viareggio.  Unire le eccellenze. L'eccellenza dei prodotti tipici toscani a quella del design delle imbarcazioni di lusso ormeggiate a Viareggio. E' il marketing della qualità, che per il momento comprende alcuni prodotti montemurlesi come l'olio extravergine di oliva dell'azienda "San Giorgio" e "La Rocca", il miele di Davide Torracchi, gli storici prodotti di "Professione Pastaio" in via Montalese e anche la carne di Savigni, allevatore e macellatore pistoiese (cinta senese) che ha subito deciso di far parte della filiera corta di Montemurlo. «Non solo ci troviamo coordinatori del primo progetto di questo tipo in Toscana, ma ci troviamo di fronte pure a un progetto che a tutti gli effetti suona rivoluzionario - commenta Gianluca Giancaterino, assessore al turismo del Comune di Montemurlo - Siamo orgogliosi di essere stati scelti dalla Regione. Ci riempie di orgoglio e di responsabilità: questo è un modo completamente nuovo di promuovere i prodotti del proprio territorio e se filerà tutto liscio vi aggiungeremo i prodotti di altre filiere toscane». Il progetto "Cambusa" viene da lontano. Nel dicembre 2009 la Filiera Corta di Montemurlo vinceva infatti il bando della Regione. Adesso, dopo nove mesi di "assaggi" e grazie ai 50mila euro ottenuti, si comincia davvero a fare sul serio.  Una filiera toscana. Si tratta forse delle prove tecniche per la costituzione di una grande filiera corta toscana, di cui quella di Montemurlo sarà la coordinatrice. Entro il mese di ottobre verrà pubblicato il bando che deciderà chi si occuperà fisicamente di raccogliere i prodotti della filiera di Montemurlo per poi portarli al mare, a Viareggio. «Questo è un progetto che affrontiamo con tanta speranza e determinazione - spiega Amanda Ravagli, presidente della Filiera Corta di Montemurlo - Se le cose andranno bene come speriamo e pensiamo, cercheremo di aggiungere gradualmente altri prodotti toscani al progetto. E una volta che il progetto "Cambusa" sarà avviato abbiamo intenzione di rivolgerci anche ad altri porti». Se il mare non arriva a Montemurlo, è Montemurlo che quindi andrà al mare. Anche se non si tratta proprio di vendita diretta. «Settanta chilometri sono tanti, è vero - spiega la Ravagli - Ma qui entriamo forse in un altro campo. Il progetto "Cambusa" garantirà innanzitutto ai clienti molti prodotti di alta qualità, prodotti certificati della Toscana, che saranno riconoscibili con il nostro marchio, e al tempo stesso abbatteremo l'impatto ambientale causato dal trasporto dei prodotti alimentari canonici». Un nuovo modo di promuovere i prodotti tipici del territorio e una prospettiva non banale di sviluppo, su cui il Comune di Montemurlo punta molto per risollevarsi dalla crisi.

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