Il Tirreno

Prato

Il sogno di un'età dell'oro cinese

Ilenia Reali
Il sogno di un'età dell'oro cinese

Missione di una dozzina di lanifici pratesi: «Speriamo di rafforzare i rapporti»

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 PRATO. E' senza dubbio il mercato numero uno da conquistare per il tessile pratese. E per questo un gruppo di lanifici pratesi nelle prossime settimane partiranno alla "conquista" della Cina. Rexlane e Lyria partiranno insieme a una quarantina di aziende europee verso Shanghai per la fiera organizzata da Premiere Vision per il 20 ottobre mentre più o meno una decina di lanifici, tutti pratesi, saranno a Pechino e Shanghai tra il primo e il 5 novembre. «Abbiamo selezionato - spiega Philippe Pasquet, presidente di Premiere Vision - una quarantina tra le aziende dell'eccellenza tessile europea. Un appuntamento abbastanza ristretto per portare quelle aziende che hanno prodotti adeguati al mercato cinese».  Una manciata di aziende pratese già da qualche anno sta cercando di stringere rapporti con la Cina. Per il momento gli ordini non sono stati quantitativamente importanti ma quest'anno potrebbe essere il momento giusto per fare un balzo in avanti nelle esportazioni cinesi che già, nel 2009, sono cresciuti dell'8,1% rispetto all'anno precendente. Rexlane è una di queste. «Il nostro primo contatto con la Cina - spiega il titolare Luca Giovannelli - risale al 1994. Ancora oggi abbiamo pochi rapporti ma negli ultimi tempi si sta creando un interesse particolare per le stoffe fantasia, i tessuti che nascono dalla ricerca. Cercano la nostra vetrina e ovviamente non vogliono il classico che anche loro producono. In fiera incontreremo gli operatori: si tratta di confezionisti che hanno anche 300 negozi in Cina».  «Sembra assurdo - continua Giovannelli - ma il mercato cinese è particolarmente importante anche perché a differenza degli altri non cercano il prezzo ma la qualità della stoffa. Sono quello che per noi erano i giapponesi dieci anni fa».  Pratotrade invece ha organizzato un workshop a Pechino e uno a Shanghai in collaborazione con China Fashion Association, l'associazione degli stilisti cinesi. «Incontreremo - spiega il direttore Vincenzo Pagano - quegli imprenditori che hanno la licenza per importare. Già da diverso tempo facciamo queste iniziative: è un modo per far conoscere i nostri prodotti, quelli che non trovano nel loro paese. La prima volta abbiamo avuto un contatto con la Cina nel 1999 e le aziende che hanno avuto costanza oggi hanno qualche rapporto. Sicuramente la situazione è destinata a migliorare».  La lista stilata da Pratotrade non è definitiva ma dovrebbero partire da Prato Linea tessile italiana del presidente di Pratotrade Alessandro Benelli, Marini industrie del presidente degli industriali Riccardo Marini, Emmetex di Mario Maselli, Inseta, Manifattura tessile toscana, Lineaesse, Caverni&Gramigni e Lanificio di Vaiano.  Per il lanificio di Vaiano è la prima volta in Cina con il consorzio Pratotrade. Il titolare Matteo Magnini è perplesso. «Abbiamo un agente - racconta - ma finora abbiamo fatto lotti piccoli. Spero in qualcosa di più positivo ma sinceramente non ci credo tantissimo. Ormai sono dieci anni che ci si lavora: dicono che c'è una nuova classe media interessata ai nostri prodotti. Staremo a vedere».  Per Mario Maselli vale la pena di tentare. «Per il momento ci stiamo lavorando pochino, pochino, pochino. La sensazione che ho è quella che stiamo tentando di andare a vendere frigoriferi in Alaska. Diciamo che siamo più bravi ma di fatto si prova a dare stoffe a chi inonda il mercato di stoffe. Detto questo non possiamo dimenticare che quello è un mercato importante, da tenere d'occhio. Sono 10 anni che ci stiamo lavorando e se, quest'anno, avremo un po' di fortuna forse potremmo davvero divertirci».

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