La manifestazione
«Etichetta d'origine: decisione pesante»
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La nuova legge non entrerà in vigore il 1º ottobre Il presidente Marini sullo slittamento dell'entrata in vigore della legge
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PRATO. «Una decisione probabilmente obbligata, ma non per questo meno pesante»: così Riccardo Marini, presidente dell'Unione industriale pratese, commenta il differimento dell'entrata in vigore della legge Reguzzoni-Versace-Calearo. Come noto la legge sarebbe dovuta entrare in vigore con il 1º ottobre. Tale scadenza non sarà però rispettata: la Reguzzoni infatti è stata oggetto di contestazioni da parte dell'Unione Europea per motivi sia formali, legati al mancato rispetto delle tempistiche per la sua notifica alle autorità comunitarie, sia sostanziali, configurandosi una possibile distorsione della libera circolazione delle merci. La prima conseguenza è stata la mancata emanazione dei decreti attuativi entro il termine previsto del 23 agosto; da lì al differimento dell'entrata in vigore della legge il passo era breve, visto che, senza regole operative per metterla in pratica, la sua applicazione sarebbe stata quantomeno ardua. «E' comprensibile che la strada del differimento sia apparsa l'unica percorribile» conclude Marini. «Molte aziende, anche fra quelle più convinte dell'opportunità del provvedimento, erano preoccupate davanti alla prospettiva dell'entrata in vigore di una legge così delicata e innovativa in assenza di specifiche sulla sua applicazione; le stesse autorità doganali avevano manifestato la necessità di indicazioni precise. Il rischio erano incertezze operative e possibili contestazioni e sanzioni. Congelare la Reguzzoni forse è stato il minore dei mali, ma rimane una battuta d'arresto nel processo di avvicinamento all'obiettivo della trasparenza nell'indicazione dell'origine».
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