Il Tirreno

Prato

Pieri: «Tamponiamo le emergenze» Carlesi: «Si poteva fare di più»

Miriam Monteleone
La protesta anti Gelmini è approdata in consiglio
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La protesta anti Gelmini è approdata in consiglio

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La riforma Gelmini continua ad avere gravi ripercussioni anche sulla qualità delle scuole pratesi. Il tema ieri è stato discusso in una seduta straordinaria e aperta del consiglio comunale, richiesta dal centrosinistra, a cui ha partecipato anche l'assessore regionale all'istruzione Stella Targetti. Un'occasione che ha attirato anche numerosi insegnanti precari, armati di striscioni.

Tra accuse e interventi, più o meno pertinenti con l'ordine del giorno, tutti i presenti hanno riconosciuto uno "stato d'allerta" del mondo della scuola pratese, dovuto ai tagli della riforma Gelmini.  «La popolazione scolastica è in aumento- ha sottolineato Rita Pieri, assessore alla Pubblica Istruzione- stiamo cercando di tamponare tutte le emergenze, di completare gli interventi di edilizia e di portare avanti progetti sull'integrazione. Prato su questo fronte è un laboratorio permanente. Certo è - ha risposto Pieri ad alcune provocazioni che arrivano dai presenti in sala- che non intendo essere strumentalizzata. Stiamo facendo di tutto per mantenere alta la qualità delle nostre scuole».  L'opposizione invece ha lamentato una mancata pressione da parte della giunta nei confronti del Governo in difesa delle urgenze delle scuole pratesi.  «Il nostro è un giudizio critico e di preoccupazione - ha detto Massimo Carlesi- perchè il governo ha affidato i problemi della scuola al Ministro del Tesoro anzichè a quello della Pubblica Istruzione. I tagli incidono sul futuro dei nostri ragazzi e i numeri pratesi parlano da soli: 600 bambini senza tempo pieno, 60 studenti certificati senza sostegno e non credo che le famiglie di questi ragazzi chiedano il sostegno senza motivo. Riconosciamo quanto fatto dall'assessore Pieri, che tra l'altro nel mondo della scuola ci gravita da sempre, ma è mancata un'azione forte da parte di tutta la giunta nei confronti del governo nazionale. Se non tamponiamo i disagi presenti nelle nostre scuole il prossimo anno aumenteranno». 

«C'è molta confusione sulla scuola- ha precisato l'assessore Targetti- i problemi di cui parliamo oggi vengono da lontano. A mio avviso bisogna chiamare le cose con il loro nome e questa della scuola non può dirsi una riforma. Occorrerebbe prima costruire un modello di scuola e dopo calcolare il numero di insegnanti necessari. Qui manca un progetto...».

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