Proteste
Modus acquista il lanificio Rosenstein
Ilenia Reali
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Enrico Miliotti nell’azienda di Montemurlo2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. «Il piccolo fa quel che puole, il grande quel che vuole». L'antico proverbio non va certo preso alla lettera ma è indubbio che per il tessile oggi non essere di dimensioni ridottissime e offrire più tipologie di prodotto può aiutare ad affrontare la crisi. Ed ecco che il lanificio Modus di Montemurlo ha acquistato il marchio del lanificio "Rosenstein" che, pur avendo avuto negli ultimi anni risultati abbastanza positivi, aveva difficoltà nel garantirsi un passaggio generazionale. Un'operazione quella del lanificio di Riccardo Miliotti e Stefano Lombardi che prova a giocarsi la carta dell'«unione fa la forza». «Da soli eravamo due zattere - spiega Enrico Miliotti, che gestisce l'azienda del padre - insieme almeno siamo un canotto.
L'acquisto del marchio e della collezione di Rosenstein è un tentativo per reggere meglio agli urti del mercato. Due aziende piccolissime come le nostre altrimenti non sarebbero riuscite a sopravvivere». Così Miliotti, nel capannone di via Labriola a Montemurlo, ha messo insieme «più teste, più collezioni, più fatturati e più clienti». «I soci della Rosenstein Giovanni Badiani e Piero Castelnuovo (in società c'èra anche la Lamberto holding ndr) - racconta Enrico Miliotti - avevano voglia, anche per l'età, di allentare un po' l'impegno e per noi è stata l'occasione per acquisire un'azienda che stava andando bene e che produce un prodotto diverso dal nostro.
Loro fanno jersey, maglieria fantasia, stampa mentre noi più prodotti navetta tinto in pezza. Abbiamo preso con noi anche 4 dipendenti in modo da garantire un'offerta maggiore e avere una maggiore creatività. Del resto non nascondiamolo: era l'unica scelta, in questa situazione o investi o chiudi. Noi abbiamo optato per tentare con un nuovo investimento: speriamo così di arrivare a un giro d'affari di 4-5 milioni di euro in due anni».
L'acquisto del marchio e della collezione di Rosenstein è un tentativo per reggere meglio agli urti del mercato. Due aziende piccolissime come le nostre altrimenti non sarebbero riuscite a sopravvivere». Così Miliotti, nel capannone di via Labriola a Montemurlo, ha messo insieme «più teste, più collezioni, più fatturati e più clienti». «I soci della Rosenstein Giovanni Badiani e Piero Castelnuovo (in società c'èra anche la Lamberto holding ndr) - racconta Enrico Miliotti - avevano voglia, anche per l'età, di allentare un po' l'impegno e per noi è stata l'occasione per acquisire un'azienda che stava andando bene e che produce un prodotto diverso dal nostro.
Loro fanno jersey, maglieria fantasia, stampa mentre noi più prodotti navetta tinto in pezza. Abbiamo preso con noi anche 4 dipendenti in modo da garantire un'offerta maggiore e avere una maggiore creatività. Del resto non nascondiamolo: era l'unica scelta, in questa situazione o investi o chiudi. Noi abbiamo optato per tentare con un nuovo investimento: speriamo così di arrivare a un giro d'affari di 4-5 milioni di euro in due anni».
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