Il dolore
L'insegnante? Pagatevelo voi
Miriam Monteleone
I genitori dell'istituto Castellani contestano il taglio di ore
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PRATO. Si potrebbe scrivere un romanzo sui problemi della scuola pratese. Dopo la riduzione del tempo pieno, degli insegnanti d'inglese, dei docenti di sostegno e degli Ata, qualche preside è addirittura arrivato a proporre alle famiglie di pagare di tasca loro gli insegnanti. Il clima insomma non è dei più favorevoli e i genitori, non sempre a torto, se la prendono con le scuole, ma del resto molti servizi non sono più garantiti e da qualche parte bisogna cercare soluzioni.
Il preside dell'istituto Castellani-ex Sem Benelli di Iolo, per contenere la carenza d'insegnanti ha suggerito alle famiglie di contribuire economicamente. Una proposta che ha sollevato lo sconforto e la rabbia dei genitori. «Prima di tutto lamentiamo un difetto di comunicazione tra scuola e famiglie - si legge nella lettera pervenuta ieri in redazione - in quanto di questa convocazione era stato informato un solo rappresentante dei genitori su tre.
Il dirigente Serafino Giangregorio ci ha detto, a scuola iniziata, di essere stato costretto a ridurre l'orario delle classi seconde da 33 a 29 settimanali per poter dare 30 ore alle prime. Ci sembra ingiusto, chiediamo pertanto al dirigente di ripristinare le 33 ore di lezione per le classi seconde». «Nella riunione del 16 settembre lo stesso dirigente- si legge di seguito- si è reso inoltre disponibile a concedere l'utilizzo degli spazi della scuola per una specie di "doposcuola" finanziato dai genitori.
Risolvere il problema dei tagli reintegrando il personale docente, a spese delle famiglie, ci sembra una proposta assurda e non certo risolutiva, visto che i nostri figli frequentano una scuola pubblica». La questione in realtà è più delicata, in quanto l'istituto Castellani, che in passato aveva sempre avuto moduli allargati, quest'anno si è visto decurtato totalmente del tempo pieno e il preside fatica a trovare insegnanti per sorvegliare i bambini durante la mensa. Le ore di base di didattica concesse dal Ministero per le elementari sono 27, anche se di fatto ne occorrono almeno due in più per la mensa.
Un altro problema resta quello del tempo pieno. «Ad oggi sono 26 le classi rimaste senza sostegno - spiega il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Francesco Mauro - si tratta di prime classi di alcuni istituti come Don Milani, Lippi, Marco Polo e Primo Levi. Classi che il Ministero deve dare attraverso la Regione. Appena e se arriveranno provvederemo a distribuire le classi concesse alle scuole, secondo le priorità stabilite dal piano di dimensionamento provinciale».
«Mancano anche le ore d'inglese - aggiunge Maria Grazia Ciambellotti, preside dell'istituto comprensivo Don Milani. Alle elementari di Tobbiana su 12 classi abbiamo potuto garantire l'inglese solo a 4. So che altri istituti come il Roberto Castellani, hanno lo stesso problema». Da non sottovalutare anche il dramma del sostegno, anche qui i numeri sono importanti: circa 60 bambini certificati sono ancora in attesa di ricevere un insegnante individuale.
Il preside dell'istituto Castellani-ex Sem Benelli di Iolo, per contenere la carenza d'insegnanti ha suggerito alle famiglie di contribuire economicamente. Una proposta che ha sollevato lo sconforto e la rabbia dei genitori. «Prima di tutto lamentiamo un difetto di comunicazione tra scuola e famiglie - si legge nella lettera pervenuta ieri in redazione - in quanto di questa convocazione era stato informato un solo rappresentante dei genitori su tre.
Il dirigente Serafino Giangregorio ci ha detto, a scuola iniziata, di essere stato costretto a ridurre l'orario delle classi seconde da 33 a 29 settimanali per poter dare 30 ore alle prime. Ci sembra ingiusto, chiediamo pertanto al dirigente di ripristinare le 33 ore di lezione per le classi seconde». «Nella riunione del 16 settembre lo stesso dirigente- si legge di seguito- si è reso inoltre disponibile a concedere l'utilizzo degli spazi della scuola per una specie di "doposcuola" finanziato dai genitori.
Risolvere il problema dei tagli reintegrando il personale docente, a spese delle famiglie, ci sembra una proposta assurda e non certo risolutiva, visto che i nostri figli frequentano una scuola pubblica». La questione in realtà è più delicata, in quanto l'istituto Castellani, che in passato aveva sempre avuto moduli allargati, quest'anno si è visto decurtato totalmente del tempo pieno e il preside fatica a trovare insegnanti per sorvegliare i bambini durante la mensa. Le ore di base di didattica concesse dal Ministero per le elementari sono 27, anche se di fatto ne occorrono almeno due in più per la mensa.
Un altro problema resta quello del tempo pieno. «Ad oggi sono 26 le classi rimaste senza sostegno - spiega il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Francesco Mauro - si tratta di prime classi di alcuni istituti come Don Milani, Lippi, Marco Polo e Primo Levi. Classi che il Ministero deve dare attraverso la Regione. Appena e se arriveranno provvederemo a distribuire le classi concesse alle scuole, secondo le priorità stabilite dal piano di dimensionamento provinciale».
«Mancano anche le ore d'inglese - aggiunge Maria Grazia Ciambellotti, preside dell'istituto comprensivo Don Milani. Alle elementari di Tobbiana su 12 classi abbiamo potuto garantire l'inglese solo a 4. So che altri istituti come il Roberto Castellani, hanno lo stesso problema». Da non sottovalutare anche il dramma del sostegno, anche qui i numeri sono importanti: circa 60 bambini certificati sono ancora in attesa di ricevere un insegnante individuale.
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