La manifestazione
I giovani Pd bocciano il ticket e votano Ciuoffo
Cristina Orsini
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Da sinistra Bruno Ferranti Ilaria Bugetti e Stefano Ciuoffo Spunta il nome dell'ex assessore nella rosa dei candidati al congresso
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PRATO. E' di nuovo ingarbugliata la situazione del congresso del Partito democratico. Questa volta a puntare i piedi sono i giovani Pd, quel battaglione di persone tra i 30 e i 40 anni che da mesi, ormai, senza riflettori, si riuniscono e fanno politica. Ai cosiddetti giovani e in modo trasversale ("mariniani", "franceschiniani" e "bersaniani") l'idea del "ticket" è proprio andata di traverso. E hanno dato uno "stop" deciso (alle riunioni l'assessore Alessio Beltrame, il consigliere Matteo Biffoni, i presidenti di circolo Gabriele Bosi e Gabriele Alberti, Alessio Pietrolungo e tanti altri). L'idea della conferma "pro tempore" del segretario uscente Bruno Ferranti alla guida del partito, affiancato da un vice forte, il sindaco di Cantagallo Ilaria Bugetti, uno dei quadri più strutturati del Pd, destinata a raccogliere il testimone del governo del partito dopo un anno o poco più, non piace. Anzi qualcosa di più: non viene accettata. «Perchè - è il ragionamento - non si può ipotecare a tavolino il futuro del partito con soluzioni pasticciate». I giovani, inoltre, chiedono a gran voce - e l'hanno fatto anche attraverso un documento e altri sono in cantiere - un progetto per Prato. Ovvero come il Pd possa fare, con quali strumenti e attraverso quali idee, tornare a parlare alla città per riconquistare il Comune tra tre anni. Quello è il problema e quello è l'obiettivo. Per questo si sono mossi in questi giorni - in fretta perchéil tempo è poco: giovedì scadrà il termine di presentazione delle candidature - per cercare un punto di contatto su un altro nome, in grado, secondo loro, di raccogliere e possibilimente vincere le sfide future. Non è Ferranti, un'altra volta. Buon segretario - è il giudizio - col merito di avere avuto il coraggio di mettersi alla testa di un partito devastato dalla sconfitta, ma che ora - per i giovani - potrebbe avere difficoltà ad innestare un'altra marcia e cambiare la velocità del motore del partito. E non è più Bugetti, sul cui nome si era pur tuttavia trovata una larghissima condivisione, ma prima dell'evidenza dell'accordo con il segretario uscente. Sono più di uno i nomi in ballo in questo momento: a partire dai presidenti di circolo Gabriele Alberti e Gabriele Bosi, ma uno è quello "forte". Nella rosa dei candidati alla segreteria Pd potrebbe entrare l'ex assessore all'urbanistica della giunta Romagnoli, Stefano Ciuoffo, un concorrente di peso, «che garantirebbe anche - è la spiegazione - nuovi rapporti con la classe imprenditoriale di questa città». «Una lacerazione in più nel partito» è invece il giudizio di chi nell'entrata in scena di Ciuoffo vede una caratterizzazione eccessiva del partito. Fase complessa, un'altra volta, nel Pd. Ma estremamente fluida. Tutto può ancora accadere. Fanti, alfieri e re della scacchiera Pd si muovo in contemporanea. I big Andrea Lulli e Antonello Giacomelli lavorano per una scelta unitaria e condivisa. I protagonisti, invece, riflettono. Se non è ancora detto che Ciuoffo prenda la decisione definitiva di entrare nell'agone e giocare la partita del congresso, altrettante perplessità gravano su Ilaria Bugetti. Due le strade che potrebbe scegliere: correre di fianco a Ferranti o continuare a fare il sindaco a tempo pieno. Chi invece pare avere le idee chiare è il segretario uscente. Ferranti, che ha scelto la Festa democratica di Sant'Ippolito a fine estate, per ufficializzare la candidatura, non pare abbia alcuna intenzione di ritirarla. Né, sembra, abbia difficoltà o tentennamenti ad affrontare un avversario che si preannuncia serio.
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