Il Tirreno

Prato

Classi affollate, sicurezza a rischio

Alessandra Agrati
Roberto Paganelli preside del Datini
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Roberto Paganelli preside del Datini

Disagi in molti istituti. Il Gramsci-Keynes chiederà una deroga

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 PRATO. Ormai le classi di 29 alunni sono diventate la regola nelle scuole superiori; gli accorpamenti, la crescente domanda da parte delle famiglie e i tagli previsti, di fatto hanno accentuato un fenomeno che era latente da qualche anno. In media, soprattutto per le prime classi, gli alunni sono 28.  Un numero elevato sia per quanto riguarda la sicurezza, sia per la didattica. «Esiste una sorta di conflittualità concentrata sula figura del preside - spiega il vice preside del Gramsci Keynes Antonio Buffone - da una parte la normativa sulla sicurezza impone di non superare i 28 alunni, dall'altra il dirigente scolastico ha l'obbligo di accogliere le domande delle famiglie. Inoltre il preside è anche il responsabile per la sicurezza, quindi, in accordo con altre scuole stiamo pensando di chiedere al Prefetto una deroga sul numero di alunni per classe, da presentare ai Vigili del Fuoco». Più difficile gestire la qualità dell'insegnamento: «Fare lezione in una classe con trenta persone - spiega Buffone - non è facile anche perché si rischia di non poter aiutare chi è più debole nell'apprendimento».  Anche Lucia Napoletano preside del Copernico esiste un conflitto fra i tetti imposti dal Ministero e quelli degli enti locali: «Questo crea sicuramente dei problemi, tuttavia le nostre sezioni sono particolarmente numerose nelle prime classi, per questo sono in corso dei lavori per adattare le porte ai parametri della sicurezza. Ne sono state adattate 10 ora ne mancano quattro». La classe più numerosa, però è una terza con 31 ragazzi, frutto di un accorpamento. «Per quanto riguarda la didattica - continua la dirigente - sono tranquilla, il corpo docente è molto preparato e in grado di gestire anche classi numerose».  Numeri elevati di allievi anche al Datini dove si arriva a 30 persone nell'alberghiero. «Dal punto di vista della sicurezza - spiega il dirigente Roberto Paganelli - siamo in regola anche perché il nostro è un edificio nuovo, abbiamo più problemi sulla didattica». L'unione di più classi è stata fatta anche al Buzzi dove in una quinta si sono ritrovati 31 allievi (tre poi si sono ritirati). «Si tratta di una caso limite - spiega il preside Erminio Serniotti - i problemi sulla didattica ci sono durante le ore comuni, mentre per i laboratori e le discipline di indirizzo il gruppo diventa di 15 persone». Numeri di allievi nella norma a al Cicognini- Rodari, dove il numero massimo di persone per aula è 27. «Siamo al limite - spiega il dirigente Di Carlo - ma in regola con le normative anche perché le lezioni al Rodari si tengono in un edificio nuovo, concepito per ospitare classe numerose».

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